Questa volta, per compilare la lista dei libri da suggerirvi, ho chiesto in alcuni gruppi letterari presenti sui social, di consigliare un libro da gustare pagina dopo pagina. Dalle risposte, ho scelto i 10 libri che sono stati maggiormente segnalati.

Buona lettura a tutti

 

1 – Non dirmi che hai paura – Giuseppe Catozzella

L’autore racconta una storia vera, la storia di Samìa Yussuf Omar, una giovane ragazza somala, proveniente da una famiglia molto povera. Nonostante il suo paese sia in guerra, Samìa ama correre e ha un sogno: vincere la medaglia d’oro alle Olimpiadi. Per riuscire nel suo intento è costretta ad attraversare il Sudan e il Shahara clandestinamente, viaggiando in condizioni disumane. Siamo al cospetto di una storia magica e crudele al tempo stesso, che mette a nudo, senza usare mezzi termini, l’importanza della libertà, un ideale che è ancora un miraggio in troppi paesi nel mondo. Il romanzo descrive ciò che accade ai clandestini durante quel terribile viaggio che mette a dura prova non solo il loro fisico, ma soprattutto la loro mente, annullando completamente sia la condizione umana che la personalità di ognuno di loro. Il messaggio metaforico è che anche se ti tolgono la libertà, nessuno avrà mai il potere di toglierti la voglia di correre.

 

2 – La breve favolosa vita di Oscar Wao – Junot Diaz (trad S. Pareschi)

Oscar è un nerd che vive nella Repubblica Domenicna. Il ragazzo è fortemente in sovrappeso e non avendo successo con le ragazze, trova conforto soltanto leggendo fumetti giapponesi e scrivendo, nell’illusione di diventare un giorno il Tolkien dominicano. Nonostante ciò, la sua vita continua a fare schifo, s’innamora di varie ragazze ma non viene mai corrisposto ed è il bersaglio preferito degli scherzi dei coetanei maschi. Oscar non si arrende e continua a scrivere, sempre. Le donne descritte nel romanzo sono forse la vera e grande forza del racconto, a partire da Lola, la sorella di Oscar, che incoraggia i sogni del fratello, per finire a Beli, la madre, una donna assente, che quando è a casa, alza spesso la voce e le mani. La prosa è molto scorrevole e la lettura è veloce e appassionante. Tutti i personaggi sono adorabili e la storia della repubblica dominicana, che fa da sfondo al romanzo, anche se dura e violenta, è molto interessante.

 

3 – Il bar delle grandi speranze – J.R.  Moehringer

Un romanzo autobiografico, dove il sogno americano è il tema principale della storia. L’autore trova le figure maschili di cui ha bisogno all’interno del bar Publicans, il locale dove lavora suo zio Charlie. Frequentando questo posto, riesce a trovare la forza per laurearsi a Yale e diventare giornalista. J.R. racconta la storia della propria vita, dall’infanzia fino alla gioventù, toccando temi molti intimi, come il rapporto con la madre, la latitanza del padre e le difficoltà incontrate negli studi. Un racconto di vita quotidiana, senza nessuna velleità di farla apparire eccezionale, che parla di un quartiere dormitorio e di un bar, analizzando i temi della dipendenza dall’alcool e dalle scommesse, oltre a quello del senso di inadeguatezza che coglie un giovane di fronte a chi ha maggior fortuna e successo. Il messaggio che passa è che in America è possibile iniziare a lavorare come fattorino e senza alcuna raccomandazione, diventare giornalista di prim’ordine.

 

4 – The Help – Kathrin Stockett

La Stockett racconta la condizione delle donne di colore al servizio di una famiglia bianca in Mississippi, negli anni Sessanta. Aibileen e Minny sono due domestiche di colore, segnate da una vita difficile, mentre Skeeter è la figlia del proprietario della piantagione di cotone, che dopo essere tornata a casa alla fine dell’università, vuole scrivere un libro sulle donne nere al servizio delle famiglie di bianchi. Anche se siamo negli anni in cui il colore della pelle è un ostacolo insormontabile e il profondo Sud degli Stati Uniti sembra la cornice meno adatta a un impresa del genere, Skeeter, Aibileen e Minny si ritrovano insieme a lavorare segretamente a questo progetto che le esporrà a gravi rischi, in nome del diritto di ogni essere vivente di vivere liberamente. In “The help” c’è un po’ di tutto, dall’amicizia all’amore, dalla discriminazione razziale alla lotta individuale che ognuno di noi affronta nella vita, o per desiderio d’indipendenza o per paura di restare isolati “dal gruppo”.

 

5 – Cigni selvaggi – Lung Chang (trad. L. Perria)

“Cigni selvatici” è un romanzo storico di quasi 700 pagine, in cui l’autrice ripercorre oltre un secolo di storia cinese, attraverso la vita di tre donne (nonna, madre, autrice), dalla caduta dell’ultimo imperatore fino alla morte del padre del Comunismo Cinese Mao Tse-tung. Le vicende di queste tre generazioni di donne viene analizzata attraverso le violenze e le manovre politiche di quel secolo contestualizzate nell’evoluzione della condizione femminile, da concubina a cittadina attiva, sia nel lavoro che in politica, puntando il dito contro il declino della Cina, causato dalla politica di Mao. Affascinante  la semplicità con cui l’autrice passa dall’ambientazione quasi fiabesca della vicenda della nonna alla realtà degli anni suoi e di sua madre. Questo libro spalanca le porte di un mondo, quello femminile nella Cina comunista, attraverso il racconto di una saga familiare appassionante e tragica.

 

6 – Proibito – Tabitha Suzuma (trad. L. Borgotallo)

Dopo aver letto questo romanzo, non sarà semplice dimenticare Lochie, Maya, Kit, Tiffin e la dolcissima Willa. Proibito è un romanzo che racconta la storia dell’amore tra due fratelli, senza censure e senza preoccuparsi di offendere o sconvolgere chi legge. L’amore che emerge è così assoluto e strettamente legato alle circostanze che non può essere imbrigliato e convogliato verso un semplice amore fraterno. Maya e Lochan lo hanno costruito e vissuto per colpa del dolore, delle difficoltà e della solitudine, ma soprattutto per colpa di un padre che li ha abbandonati, di una madre alcolizzata e assente, oltre che della paura che i servizi sociali li potessero separare. Prima di essere fratello e sorella, entrambi trovano conforto in quel rapporto proibito, che li aiuta a superare il pensiero dei fratellini, dei soldi e di un amore che sanno essere sbagliato che non riescono a cancellare.

 

7 – Il mio nome è Asher Lev – Chaim Potok  (trad. D. Saroli)

Asher Lev è un bambino che ha un dono prezioso, sa disegnare e sente il bisogno di esprimere le proprie emozioni attraverso la pittura, ma è ebreo e ha un padre, Arieh Lev, molto religioso e rigoroso applicante degli usi, dei costumi e delle tradizioni di un popolo che vede l’arte come qualcosa che distoglie l’attenzione dalle cose importanti, come la religiosità, lo studio e la preghiera. Arieh Lev è troppo impegnato per riuscire a seguire la crescita del suo unico figlio ed è incapace di capire la straordinaria e irrefrenabile passione che il ragazzo nutre per la pittura. Anche la madre Rivkeh non lo comprende, per cui il bambino cresce solo e senza amici, attratto soltanto dai propri quaderni pieni delle proprie creazioni. La sua unica compagnia è quella di Yudel Krinsky, un ebreo scampato dalla morte in Siberia, col quale ama discorrere all’interno del suo negozio di colori. Asher Lev troverà molti ostacoli nel suo cammino, ma per fortuna, anche tanti complici.

 

8 –  Centomila gavette di ghiaccio – Giulio Bedeschi

L’esercito italiano è affamato e sfinito da una lunga ed estenuante ritirata, e il sottotenente Italo Serri, medico di un reparto di fanteria sul fronte greco albanese durante la Seconda Guerra Mondiale, lo vede passare sotto i suoi occhi. Il romanzo è un omaggio agli 84.830 (la metà dei caduti italiani in tutta la guerra) morti durante la grande ritirata di Russia tra il dicembre 1942 ed il gennaio 1943, con un sacrificio che abbiamo il dovere di far diventare maestro di vita per le generazioni future. Tutti devono conoscere la storia vera di una vergogna italiana fatta di giovani mandati a morire per una guerra inutile e ingiusta, e poi dimenticati. Non ringrazieremo mai abbastanza questi eroi che hanno vissuto e combattuto nelle condizioni più estreme, per morire in Russia, dopo essere stati strappati alle loro famiglie e scaraventati nel gelido della steppa, a marciare inutilmente per giorni e giorni nella neve a meno 40 gradi.

 

9 – La confraternita dell’uva – John Fante (trad. F. Durante)

Henry Molise è chiamato a San Elmo, il paese dei genitori, a risolvere i dissidi che dopo 51 anni di matrimonio, li stanno portando al divorzio, ma quando arriva a casa, scopre che il padre e la madre si sono già riappacificati. Il romanzo è autobiografico e tratta le problematiche dei giovani emigranti italiani di seconda generazione. Il papà dell’autore è un muratore di origine abruzzese, amante delle donne e dell’alcol, con tutte le caratteristiche dell’italo-americano, mentre il figlio è sfuggito a questa sorte diventando scrittore, ma c’è anche altro in questo romanzo, ci sono conflitti familiari, cattolicesimo, razzismo, tradimenti, alcolismo e tutte le altre difficoltà che trovarono, nella prima metà del ‘900, gli italiani che migrarono in America, che ebbero grandi difficoltà a mantenere intatte le proprie usanze e le proprie tradizioni.

 

10 – Bartleby lo scrivano – Herman Melville (trad. G. Celati)

Bartleby è un uomo di poche parole, ma dedito al lavoro. Un giorno, il titolare del suo ufficio, gli chiede di rileggere un documento, ma l’uomo risponde: “Preferirei di no!”. Con il passare del tempo, questa risposta da parte di Bartleby diventa sempre più frequente. L’uomo conduce una vita solitaria,  non parla con nessuno e non lascia mai l’ufficio. Un po’ alla volta, i “Preferirei di no!” diventano sempre do più, fino a che Bartleby rifiuta persino di eseguire il lavoro di scrivano per cui è pagato, rimanendo tutto il giorno in piedi davanti alla finestra dell’ufficio, senza far nulla. Il romanzo è uno dei racconti più famosi della letteratura nordamericana ed è considerato uno tra i più belli dell’epoca moderna. Attraverso una prosa molto fluida e un linguaggio semplice, pagina dopo pagina, il libro diventa il simbolo di quel desiderio di “non fare” che quotidianamente possiamo trovare dipinto sul volto di tutti noi.