Siamo arrivati alla terza lista di libri consigliati perché molto gettonati nei gruppi letterari presenti sui social. Nella prima ho segnalato 10 romanzi di autori stranieri, mentre nella seconda ho privilegiato gli autori italiani. Stavolta non ho badato alla nazionalità, ma ne ho selezionati 10 tra i titoli che sono stati indicati con  commenti più entusiastici da parte dei lettori, a prescindere dalla nazionalità degli autori. Ne è venuta fuori una lista davvero bella e sono certo che tutti e 10 i romanzi indicati piaceranno a chiunque li leggerà.

Buona lettura a tutti.

 

1 – La casa della Moschea – Kader Abdolha

Il romanzo narra la poesia e l’incantesimo della Persia, prima dalla fuga dello scià e dalla guerra tra Iran e Iraq. Aga Jan, il protagonista, è un ricco mercante di tappeti, a capo del bazar cittadino. Una figura carica di saggezza e dignità. Meraviglioso il personaggio del nipote Shahbal, così come quelli delle nonne e di altri, soltanto in apparenza minori. Il giardino con al centro la vasca esagonale piena di pesci, il vecchio corvo centenario, le cicogne, il vento che scende dalle montagne, il fiume che si porta via le lacrime silenziose di Aga Jan e una natura incantevole, fanno da cornice alle vicende narrate. Siamo di fronte a un romanzo che resta nel cuore del lettore, un libro da divorare, più che da leggere, capace di far commuovere, pensare e riflettere, contemporaneamente. Indimenticabile la descrizione di Aga Jan che va alla ricerca di una caritatevole sepoltura per il figlio giustiziato dal regime degli ayatollah.

 

2 – Il potere del cane – Don Winslow

Si fa sul serio, allacciate le cinture. Questo romanzo è contemporaneamente un thriller, un poliziesco e uno storico, visti i tanti riferimenti a vicende e personaggi realmente esistiti. Winslow racconta con maestria l’avidità e la necessità di detenere il potere in America, dagli anni ’70 al 2000, attraverso le vicende di personaggi pronti a tutto, ognuno fedele soltanto alla propria ossessione. La trama si snoda agile e ogni avvenimento, anche macabro, guida e attira il lettore, tenendolo incollato alle pagine. Il tema principale è la guerra al narcotraffico, con i piccoli spacciatori e i loro padroni ricchi e potenti, gli sbirri, i preti, le prostitute, i corrotti e i corruttori.  Arrivare alla fine è un dispiacere, perché la capacità di Winslow di delineare i personaggi e di incastrarli nella trama e negli avvenimenti, stampa la storia nella mente del lettore portandolo a pensare che questo romanzo sia uno dei migliori che abbia mai letto.

 

3 – Io non mi chiamo Miriam  –  Majgull Axelsson

L’autrice non e’ ebrea, non è rom e non è mai stata in un campo di concentramento, eppure riesce a rappresentare la realtà dello sterminio nazista in modo talmente forte che la storia narrata acquisisce una autenticità totale. La protagonista è una bambina rom, Malika, che sopravvissuta ad Auschwitz, arriva al campo di Ravensbrück nelle vesti di un’ebrea. Da quel momento, per il resto della sua vita, il suo nome sarà Miriam. Un segreto di cui la donna non metterà mai nessuno a conoscenza, fino al giorno del suo ottantacinquesimo compleanno, quando racconterà la verità a tutta la sua famiglia, riunita per i festeggiamenti. Miriam confesserà di non essere Miriam e per la prima volta racconterà a tutti degli orrori delle persecuzioni e dei campi di concentramento, ma anche di un “dopo”, irrigidito dalla paura che quegli orrori possano ripetersi, perché convinta che la radice della discriminazione e dell’odio è negli uomini e non si sia estinta con la sconfitta del nazismo.

 

4 – Questo bacio vada al mondo intero – Colum McCann

Questo libro è un’autentica magia letteraria. Racconta la storia di persone insicure e dissimili tra loro, unite soltanto dal filo sottile con cui l’autore tesse la trama. A ciascun personaggio, McCann dedica un capitolo, in cui gli dà l’opportunità di raccontarsi. Ognuno di loro svela le scelte e le condizioni che lo hanno condotto fino al presente. La vicenda si apre con la descrizione di un evento realmente accaduto. A New York, nell’agosto del 1974, Philipe Petite sfidò autorità e sistemi di sicurezza, per attraversare le torri gemelle su un cavo di acciaio sospeso a 400 metri di altezza. Un poetico funambolo, che procedette in equilibrio sul vuoto, mentre i cittadini di New York, col il naso in su, lo guardavano con il fiato sospeso.  Partendo da questa vicenda, inizia la descrizione dei personaggi del romanzo e delle loro vite. Storie che all’apparenza scorrono parallele ma che a un certo punto acquisiscono nuovi significati e si incastrano una nell’altra come i pezzi di un meraviglioso puzzle.

 

5 – Amatissima – Toni Morrison

Già vincitrice del Premio Nobel nel 1993, l’autrice vince  anche il premio Pulitzer con questo romanzo ispirato a una storia realmente accaduta. Una bambina di colore viene uccisa dalla madre, schiava fuggiasca, per evitare alla piccola di subire le stesse violenze che ha dovuto subire lei. Siamo in America, nel 1854, e la guerra di secessione è finita da poco. Dopo aver capito di stare per essere nuovamente catturata, la donna compie il disperato gesto d’amore estremo. Un libro struggente, un romanzo di formazione in cui esce fuori tutto ciò che l’uomo occidentale, civilizzato e cristianizzato, desidererebbe occultare per sempre. Una storia massacrante, ma al tempo stesso bellissima e poetica, in cui si vive l’orrore della schiavitù e si viene a conoscenza delle orrende pratiche dell’epoca, come quando gli adulti invitavano i loro figli a frustare per gioco i domestici, per cogliere le differenze tra uomo e bestia, in base ai segni che gli lasciavano sulla schiena.

 

6 – La schiuma dei giorni – Boris Viam

È uno dei libri più belli che si possano leggere, una meravigliosa fiaba sull’amore, pubblicata nel 1947 dall’editore Gallimard. L’inizio è allegro. Colin, il protagonista, è un giovane che ama la vita,  così come odia il lavoro. L’ambientazione bizzarra, i topolini parlanti, le nuvole rosa, contribuiscono a dare alla storia quell’atmosfera surreale e fiabesca che affascina ancora di più. L’uomo s’innamora di Chloé e la sposa. Durante il viaggio di nozze, le rivolge  parole d’amore fra le più belle e vere che siano mai state scritte, ma al ritorno dalla luna di miele, il mondo dorato e onirico di Colin sparisce. Chloé è malata e ha bisogno di costosissimi fiori per poter guarire. L’uomo svolge i lavori più umilianti pur di procurarglieli, ma le pareti della sua casa si contraggono su di lui e la luce del giorno sembra spegnersi, mentre la donna si consuma lentamente. Siamo di fronte a uno straordinario libro fantasy, una metafora dell’esistenza umana, che riesce a commuovere il lettore, fino a farlo piangere.

 

7 – Edera – Grazia Deledda

La vicenda si svolge in un paese della Sardegna, all’inizio del ‘900. L’autrice racconta la storia di una famiglia aristocratica di campagna, i Decherchi. Posseggono ancora alcuni poderi ma sono pieni di  debiti e per farcela sono costretti a tenere in casa ziu Zua, un lontano parente facoltoso, ma vecchio, burbero e malato. L’uomo si lagna in continuazione e le sue lamentele prendono di mira soprattutto Annesa, la giovane protagonista del romanzo, innamorata di Paulu, uno dei componenti della famiglia Decherchi. Superlative le pagine dedicate alla contemplazione dei paesaggi sardi. Un libro intenso, entusiasmante, fluido e gradevole, mai pesante. Il premio Nobel Grazia Deledda è una scrittrice dalla penna brillante, che riesce a far vedere al lettore la vicenda narrata. Il romanzo è  un incantevole affresco di cose piccine, che obbliga il lettore a trattenere il fiato per tutta la durata della lettura.

 

8 – Olive Kitteridge  – Elizabeth Strout

In un angolo del continente nordamericano c’è Crosby, un piccolo villaggio affacciato sull’Oceano Atlantico, in cui vive una donna che regge i fili delle storie di tutti i suoi concittadini. Il suo nome è Olive Kitteridge. È un’insegnante in pensione, sola, spigolosa, scorbutica e antipatica, che ha la brutta abitudine di mettere tutti davanti alle proprie debolezze, mentre Henry, suo marito, un uomo apparentemente dolce e adorabile, fa della menzogna il suo stile di vita. Geniale il modo in cui, il giorno del matrimonio del figlio, Olive si mette a fare i dispetti nell’armadio della odiata nuora.  Sullo sfondo della provincia americana, nasce un libro interamente dedicato all’ultima stagione della vita, denso di rimpianti e dal sapore vagamente triste. Leggendolo, ci s’innamora della scrittura profonda con cui vengono descritti i personaggi e ci si rende conto che soltanto nella vecchiaia e nella solitudine si comprendono gli errori commessi nella vita e ciò che conta davvero.

 

9 – Le nostre anime di notte – Kent Haruf

Haruf scrive la sua ultima opera con il timore di non aver abbastanza tempo per terminarla e questa sua paura si avverte durante tutta la narrazione. Il risultato è un magnifico gioiellino letterario, ricco di grazia, di leggerezza, di malinconia e di attaccamento ai luoghi e alle persone. La storia si svolge a Holt, una cittadina americana di provincia inesistente  ma molto somigliante ai luoghi dove ha vissuto l’autore, che è scomparso pochissimo tempo dopo averlo terminato. La storia è semplice e piacevole. Un’anziana vedova  chiede al suo vicino, un uomo quasi sconosciuto, nonostante vivessero accanto da tanti anni, di passare la notte da lei, per parlare e raccontarsi reciprocamente la vita. Nasce un’amicizia intensa e poi un amore, tra il perbenismo scandalizzato del paesino di provincia. Da quest’opera è stato tratto un film per la regia di Robert Redford. Un romanzo che merita certamente di occupare un posto in tutte le librerie del mondo.

 

10 – Il giardino delle mosche – Andrea Tarabbia

In questo libro, Tarbbia racconta la storia realmente accaduta del pluriomicida e cannibale Cikatilo. L’autore è abilissimo nel mischiare vita vissuta, follia ed elementi di cronaca, intrecciando la vicenda con la storia dell’URSS, dagli anni di Stalin fino a Gorbaciov. La trovata geniale è la narrazione in prima persona, evidenziando in questo modo la consapevolezza dei tremendi atti compiuti, che rende sconvolgente l’abisso presente nella mente del mostro. I suoi dialoghi deliranti col fratello morto sono l’essenza di un uomo impazzito che cerca l’assurda giustificazione dei terrificanti atti compiuti. Il mostro è una persona per bene, educata, marito e padre affettuoso, con la tessera del partito comunista e seguace di Stalin. “Il giardino delle mosche” è un viaggio alla radice del male e Čikatilo, con la sua follia omicida, diventa metafora di un mondo in disfacimento, mettendo il lettore di fronte a inquietanti interrogativi di carattere etico.