L’idea di preparare delle liste di romanzi da consigliare mi è venuta un paio di anni fa e da allora ho quasi sempre indirizzato le mie ricerche e i miei consigli, selezionando un “tema” e scegliendo ogni volta 10 romanzi inerenti. Ultimamente però ho deciso di cambiare modalità di selezione e di interrogare i miei amici grandi lettori. La scorsa volta ho chiesto loro di darmi il titolo del primo romanzo che li aveva fatti innamorare della lettura. La lista che ne è conseguita è piaciuta molto e così ho deciso di replicare l’esperimento, cambiando la domanda. Ho chiesto alle stesse persone di consigliare un romanzo da leggere a colpo sicuro.  I 10 libri che sono stati citati rappresentano a mio avviso ottimi consigli, per cui non mi resta che augurare buona lettura a tutti.

 

 1 – Sotto il vulcano – Malcolm Lowry

La vicenda si svolge negli anni ’30, in Messico. Lo scenario è al tempo stesso imponente e inquietante. Siamo di fronte a un grande libro, dove chi legge ha la sensazione di svuotarsi per far spazio a nuove certezze. “Sotto il vulcano” è molto di più di ciò che sembra. Rappresenta la diagnosi metaforica della disintegrazione di un mondo sempre più minaccioso e assurdo. In quel periodo, mentre in Spagna si combattevano le battaglie decisive di una feroce guerra civile, contemporaneamente, in Messico, sotto i vulcani Popocatepetl e Ixtacihuatl, davanti a un barista indifferente e a una vecchia strampalata signora, Geoffry Firmin, reduce dal ballo della Croce Rossa, è impegnato a mantenere lo stato di torpore alcolico che gli permette di cogliere la bellezza che lo circonda. All’improvviso, appare Yvonne, la sua ex moglie. La storia si svolge in un giorno e i capitoli finali sono talmente incisivi da restare impressi nella mente del lettore, come un indelebile marchio a fuoco.

 

2 – Follia – Patrick McGrath

Scritto magistralmente dallo scrittore inglese Patrick McGrath,  questo libro ci parla di un amore ossessivo e auto-distruttivo da parte di Stella, la protagonista, che per sfuggire dall’avversione verso il marito,  s’innamora di Edgar Stark, un artista uxoricida molto violento, ma affascinante, che incontra in un manicomio criminale. Tutto il romanzo ci lascia un interrogativo fondamentale: la  “follia” è davvero all’interno della mente di Stella e di Edgar, oppure è altrove e cioè nella mente di chi gestisce tutte le marionette del circo? Lo psichiatra che narra la storia è davvero un medico sano, responsabile e completamente adattato al mondo, oppure anche lui nasconde qualcosa? Alla fine del romanzo, il lettore resta affascinato dai labirinti che la mente di ogni uomo e donna può nascondere e celare al mondo della luce. È una storia struggente, con personaggi che rimangono dentro, rendendo questo romanzo impossibile da dimenticare.

 

3 – Il parco di Puskin – Sergej Dovlatov

Più che un libro, è un quadro, umano e malinconico, punteggiato di figure incancellabili. Da un lato c’è la storia vera del poeta Puskin, un’esistenza romantica, artistica, mentre dall’altra viene raccontata la vita di uno scrittore dissidente che si allontana dalla famiglia e trova lavoro nel museo dedicato al poeta. Durante il percorso incontra diversi personaggi, tra cui un alcolista razzista che gli affitta la casa, un uomo che ha letto tutti i libri del mondo ma che non ha voglia di far nulla, un altro scrittore, che nasconde la propria mediocrità dietro una presunta censura che ha subito e un funzionario del Kgb che gli consiglia di emigrare all’estero. Dopo qualche mese la moglie gli dice che andrà a Chicago, approfittando degli spazi che si sono aperti per l’emigrazione. E qui la storia cambia registro e passa da un tono umoristico e dissacratorio a un vero e proprio  inno all’insensatezza della vita, raccontata con uno stile fluido e diretto, capace di coinvolgere qualunque lettore.

 

4 –  Il genio dell’abbandono – Wanda Marasco

Questo romanzo, scritto in italiano e in napoletano, racconta la storia di Gemito, uno scultore napoletano, vissuto nell’800. L’uomo non è figlio dell'”Accademia”, ma nonostante ciò, è stato accostato ai più grandi nomi dell’arte italiana ed europea. Era perfettamente consapevole della forza della materia che riusciva a torcere, sempre al confine tra genialità e follia. Era stato abbandonato alla nascita e affidato alla ruota dell’Annunziata, ma fu subito adottato, allattato e cresciuto amorevolmente da Giuseppina Baratta. Il secondo marito della donna, tale Mastro Ciccio, amò Gemito e lo crebbe con tutto l’affetto che aveva. Sono pagine bellissime, dinamiche e vitali, sul cui sfondo c’è una Napoli esuberante, povera e creativa, ma sempre luminosa e profumata. Che bel romanzo! Che sentimento e quanto batticuore si prova nel leggere la storia di questo ragazzo ignorante che riuscì a parlare alla pari sia con i re che con gli intellettuali, perché aveva l’Arte nelle mani e il Genio nella mente.

 

5 – Quel che resta della vita – Zeruya Shalev

La prima parte del romanzo è dominata da un tono funesto che non sembra lasciare scampo alla vecchia Hemda, che neanche in punto di morte riesce a comunicare con Dina e Avner, i suoi figli, ma quando il lettore sta per cedere sotto il peso di tanta negatività, il corso del libro cambia, al punto da diventare uno di quei romanzi da cui non ci si vorrebbe mai staccare. Il messaggio è forte è chiaro: sono i sogni a tenere in piedi la realtà  e a rendere sempre possibile un nuovo inizio, carico di amori, emozioni e promesse. Ci troviamo al cospetto di un capolavoro. Dina insegue il sogno di un nuovo figlio, per riscattare una maturità segnata dall’abbandono, mentre Anver insegue l’ombra di un amore travolgente, capace di dare un senso all’affetto che gli sfugge in seno alla famiglia. Il libro è scritto benissimo, è bello, intenso e lascia davvero qualcosa dentro, a patto però di riuscire a superare lo scoglio della crudezza sentimentale espressa nelle prime cinquanta pagine.

 

6 – Il soccombente – Thomas Bernhard

Un pugno nello stomaco farebbe meno male di questo libro, ma è scritto talmente bene che se lo cominci, non lo lasci più. Parla di  tre amici che amano il pianoforte e sono dotati di grande talento. Uno di loro però,  Glenn Gould, è un genio assoluto, inarrivabile. Wertheimer, uno dei due amici, ascoltando un’esecuzione di Glenn, ne rimane segnato per il resto della vita. È il soccombente, colui che getterà drammaticamente la spugna. Anche l’altro amico, l’io narrante, non riuscirà mai ad accettare la grandezza di Glenn e di conseguenza la  propria presunta mediocrità. Ciò che colpisce è lo stile con cui l’autore riesce a fotografare la disperazione e l’infelicità. Siamo di fronte a un  romanzo brutale, spietatamente sincero in ogni sua parte, che  spiega quanto possa soffrire un artista nel non riuscire a raggiungere la perfezione. Lo stile è unico e giustifica il motivo per cui è così piacevole immergersi in ogni lettura dei romanzi scritti da questo autore.

 

7 – Homo Faber – Max Frisch

Walter Faber è un ingegnere dalla razionalità estrema, che parte per un viaggio tra il deserto del Tamaulipas in Messico e la foresta pluviale del Guatemala, passando per West Central Park a New York e arrivando fino a  Parigi, in Italia e in Grecia. Il protagonista del libro è il destino e tutto l’intreccio della storia narrata rimanda alla tragedia greca. Sin dalle prime pagine si ha la sensazione che qualcosa di tragico stia per accadere e che il fato avrà la meglio. È un capolavoro che dimostra che anche se a volte nella vita due più due sembra non fare quattro, se ricontrolli bene tutto torna a posto e alla fine fa sempre quattro, a meno che non faccia trentasette e in quel caso c’è poco da fare. Anche se il protagonista è convinto che dietro a qualunque avvenimento ci sia sempre una specifica e razionale risposta, finisce con l’accettare che c’è sempre un maledetto 2% di possibilità che non sia così.

 

8 – L’uomo senza qualità – Robert Musil

Un’opera immensa, che non si finisce mai di leggere, proprio come Musil non ha mai finito di scriverla.  Ci troviamo al cospetto di una vera e propria “enciclopedia dell’anima” dell’uomo moderno, un’opera che porta a profonde riflessioni su tutte le tematiche care al genere umano. Lo stile è pervaso da un umorismo affilato e la scrittura è impeccabile. Grazie a queste caratteristiche, nonostante la complessità di alcune parti, il libro risulta scorrevole. Sembra che Musil non sia riuscito a terminarlo non per questioni di tempo, ma perché era arrivato a un punto dove non si può più fare ritorno: il nulla. Forse è questo il motivo per cui l’opera, pur non avendo apparentemente un finale, risulta completa. “L’uomo senza qualità” è molto più di un’opera letteraria, è un’esperienza di vita che insegna a non smettere mai di porsi domande, pur sapendo che non troveremo mai le risposte.

 

9 – La ballata di Iza – Magda Szabo

Libro commovente e bellissimo. L’autrice scava nel cuore e nella testa dei personaggi facendone emergere ogni sfumatura e ogni segreta vibrazione. Un romanzo è costruito come un quadro, pennellata dopo pennellata, fino a raggiungere la perfezione. Si parla di Iza, una brava bambina, un’impeccabile studentessa, una moglie fedele, un medico irreprensibile e una figlia ammirevole. Sua madre resta vedova e Iza l’accudisce apparentemente in modo amorevole. Si prende cura della madre che invecchia, ma  Etelka ha bisogno di sentirsi ancora utile, anche se non ce la fa a dire alla figlia che così per lei non è vita.  Una storia bella e tristissima, in cui si assiste dolorosamente all’annientamento di una persona, e con lei di tutto un mondo, in cui i vecchi muoiono senza morire, spenti dall’incomprensione di figli animati da un amore insofferente e completamente privo di empatia.

 

 

10 – Cargo – Georges Simenon

Dopo un lungo viaggio nelle terre latino americane, Simenon, giovanissimo, scrive Cargo, in cui riporta le emozioni del suo viaggio. La vicenda si svolge più in terra che per mare, ma  l’atmosfera e i continui ricordi nostalgici del protagonista Mittel, durante la sua traversata su il Croix de vie, ce lo fanno percepire come una storia marina. È un romanzo non lontano dalla perfezione di un grande classico, un dipinto letterario dai colori nitidi e realistici che attrae lo sguardo con la potenza evocativa di un’opera d’arte. Simenon si dimostra un maestro della narrazione scrivendo pagine che  trasportano il lettore prima nelle atmosfere brumose delle città di mare del nord della Francia, poi nella vita a bordo di un cargo e infine in terre dal clima tropicale.  Per chi legge, non è l’unico viaggio che farà, perché c’è anche quello all’interno nell’anima tormentata del protagonista, Joseph Mittel, una persona alla perenne ricerca di un porto di quiete.