La BBC ha deciso di realizzare un adattamento televisivo de “I miserabili”, il famoso romanzo dello scrittore francese Victor Hugo. L’opera si va ad aggiungere a numerose operazioni simili fatte in passato dall’emittente, utilizzando altri classici della letteratura mondiale. Sarà una miniserie composta da sei episodi, che avranno una durata di  un’ora ciascuno.

Viene la curiosità di capire come sarà possibile realizzare un’operazione del genere. Sarà inevitabile il paragone con il romanzo, un poderoso affresco di un periodo piuttosto tempestoso per la storia francese, che ruota intorno al magnifico personaggio di Jean Valjean. Accanto a lui la dolce Cosette, e un’infinita quantità di personaggi che da soli potrebbero reggere l’intero libro. Come non provare interesse per Gavroche, il simbolo del monello parigino, o non odiare l’assurda inflessibilità dell’ispettore Javert, oppure non identificarsi con la giovanile passionalità di Marius, o con la malignità dei Thenardier.  E poi ci sono ancora tantissimi altri personaggi, generosi, onesti, creduloni che ci fanno commuovere, altri gonfi di risentimento verso le istituzioni e pieni di coraggio e determinazione nel volerle cambiare, che ci affascinano con monologhi che rimangono indelebili nella memoria come se fossero fari che illuminano il pensiero.
Tutto questo è alternato a meticolosi capitoli di carattere completamente storico, che riassumono in modo eccellente gli episodi basilari e più incisivi della storia francese relativa a quel periodo, come  l’avvento di Napoleone e la sua sconfitta, nella mitica parte dedicata per intero allo svolgimento della battaglia di Waterloo, o la grande insurrezione parigina delle barricate. Ci sono  anche dettagliati capitoli sulla vita all’interno degli ordini monastici, dei circoli politici e su tanto altro.
Le difficoltà di realizzare una trasposizione televisiva starà soprattutto nel fatto che “I miserabili” è un romanzo che non possiede una trama, ma possiede un mondo e un’intera epoca, la prima metà del XIX secolo.  Siamo al cospetto del romanzo per eccellenza, dove è il  popolo stesso che parla del popolo. Si tratta di una pietra miliare della letteratura, che accompagnerà anche le generazioni future, fornendo risposte e suscitando nuove domande.

All’epoca della sua uscita, “I miserabili” fu aspramente criticato perché troppo benevolo e celebrativo nei confronti dei moti rivoluzionari, dimenticando che questo romanzo è una vera e propria enciclopedia della vita. Parla dell’amore, della morte, dell’audacia, dell’ambiguità, della sincerità, del raggiro, della devozione, della malvagità, e l’elenco potrebbe essere infinito. Nulla è lasciato al caso, niente è eccessivo, ma tutto è essenziale. Il messaggio principale è uno solo: “L’unico pericolo sociale è l’ignoranza”.
I Miserabili di Hugo sono esseri umani messi in ginocchio dal destino sul più sudicio marciapiede della vita, ed ognuno di loro diventerà qualcuno in base a quello che saprà tirare fuori da se stesso.

Non è certo la prima volta che il romanzo di Hugo ottiene l’onore di una versione filmata.  Fin dal 1985 a Broadway va in scena una bellissima e seguitissima versione teatrale, e nel 2012 il regista Tom Hooper realizzò un film per il cinema. La differenza è che la BBC è seriamente intenzionata a rispettare fedelmente il testo del romanzo. Sicuramente sarà una versione epica. Se ne occuperà lo stesso team che ha curato l’adattamento di un altro grande capolavoro della letteratura, “Guerra e pace” di Tolstoj. Oltre a Andrew Devies, ci saranno anche Bethan Jones, , Faith Penhale,  Simon Vaughan  e Harvey Weinstein.

Che dire. Il progetto è interessante e sono certo che non rimarremo delusi.