In fondo siamo tutti un po’ scrittori. Quasi ogni giorno ognuno di noi scrive lettere, e-mail, post sui social. Lo facciamo per lavoro, per raccontare viaggi, cose che ci sono successe, o anche per raccontare vicende intime o familiari. Normalmente scriviamo da soli, parola dopo parola, frase dopo frase, pagina dopo pagina, ma per essere considerati davvero degli scrittori questo non basta. Chiunque può scrivere un diario, magari per liberarsi dalle scorie del proprio vissuto attraverso l’autoanalisi, ma non è sufficiente per definirsi uno scrittore, al massimo lo è per considerarsi uno scrivente.

Molti pensano che per essere uno scrittore, basti volerlo, che basti pensare di aver sempre saputo di esserlo, oppure di averne titolo, avendo studiato lettere e filosofia, o anche di esserlo quasi di diritto, perché magari da bambini, quando gli veniva chiesto quale fosse stato il mestiere che avrebbero voluto fare da grandi, rispondevano senza esitazione:  lo scrittore. In realtà anche queste motivazioni, assolutamente, non bastano.

Ma allora chi è lo scrittore?

Sono convinti di esserlo coloro che hanno fatto tanta pratica e allenamento a scrivere. Magari perché hanno scritto romanzi, saggi, poesie, e conservano tutto nel loro PC, senza far leggere nulla a nessuno, e ogni tanto li riprendono e li correggono da soli. Oppure anche quelli che confidano sul sostegno e sull’incoraggiamento di amici e parenti, facendo leggere i propri libri esclusivamente alle persone di cui si fidano ciecamente, e che magari dopo aver ascoltato attentamente le loro osservazioni, le utilizzano per trarne le giuste indicazioni critiche per migliorare il proprio lavoro. Poi ci sono i tenaci, quelli che entrano a far parte di gruppi di scrittura composti da persone che hanno le loro stesse aspirazioni e affinità, e li frequentano con grande impegno e dedizione. Ma tutto questo non basta per essere uno scrittore.

Non è sufficiente neanche aver mandato il proprio lavoro a tantissimi editori e avere avuto una sola risposta, magari con una richiesta di 3000 euro per pubblicarlo, anche se, in caso di accettazione di questo tipo di proposta, l’emozione quando si riceve la prima copia stampata del proprio “auto capolavoro” è ugualmente grandissima. Ma non basta neanche questo. E’ come un pittore che acquista il proprio quadro. Non funziona così. Non vale. In questi casi anche un eventuale successo di pubblico, magari ottenuto mettendo il libro in vendita sui vari canali virtuali, per pochi centesimi, non significa nulla. E’ un fuoco di paglia. Non lascia tracce.

Il successo di pubblico non è indicativo, come non significa nulla aver ricevuto una splendida recensione da chissà chi, oppure aver vinto un premio in un concorso letterario tenutosi chissà dove.

Ma allora chi è lo scrittore?

La verità è che non esistono diplomi, esami di Stato, oppure un albo degli scrittori dove iscriversi. Lo scrittore è semplicemente un artista che ha un rapporto molto complesso e stratificato con la propria vocazione. Da un lato è ispirato da spinte soggettive e profonde, mentre dall’altro è stimolato dall’ambizione di ricevere il giusto riconoscimento da parte degli altri, i lettori, che normalmente ama più di se stesso. La sua vita è fatta di soddisfazioni e delusioni, e soprattutto di bellissimi sogni, che a volte si realizzano e a volte no. Lo scrittore sente nell’anima e nel cuore il bisogno di dare più “peso” alle parole, anzi di dar loro il giusto peso, la giusta importanza, la stessa importanza che il parlato, pieno di intercalari senza senso, mortifica e sminuisce ogni giorno, davanti ai suoi occhi di freddo e analitico osservatore della realtà. Scrivere gli permette di dire correttamente e universalmente tutto ciò che deve dire, di spiegare nei minimi dettagli e con la massima chiarezza le cose ed i sentimenti. Lo scrittore in fondo è colui che ha trovato il modo di parlare senza essere mai interrotto.

Siamo giunti alla fine della prima puntata di questa nuova miniserie. L’idea è di trarre ispirazione dalle vostre considerazioni per andare avanti e per capire davvero, in ogni sua più nascosta sfaccettatura, chi e lo scrittore.