Nelle scorse settimane è partita un’iniziatica che mi ha particolarmente colpito, soprattutto per la sua lungimiranza. Dal 28 ottobre al 27 gennaio 2017, ogni venerdì, per 14 settimane di seguito, in allegato al quotidiano “la Repubblica”, con la illustre supervisione dell’Accademia della Crusca, è presente un volume dedicato all’evoluzione della lingua italiana, completo di una serie di esercizi per misurare il grado reale di conoscenza di ognuno ed ottenere i relativi consigli per migliorarlo.

A mio parere siamo di fronte ad un’iniziativa necessaria, un po’ per venire incontro ai tanti dubbi che affliggono gli italiani sul corretto utilizzo, sia scritto che verbale, dello loro lingua, e un po’ perché negli ultimi anni tutto sta mutando ad una velocità mai riscontrata precedentemente, e di conseguenza anche la lingua inevitabilmente si sta adattando alle nuove condizioni al contorno.

Non è la solita Grammatica, spiegata più o meno chiaramente, ma si tratta  di un vero e proprio Manuale di stile che, una volta terminate le 14 pubblicazioni previste in allegato al prestigioso quotidiano nazionale, si trasformerà in un libro completo, che verrà distribuito e venduto  in tutte le librerie e le piattaforme digitali.

L’obbiettivo dichiarato è responsabilizzare ognuno nell’utilizzare consapevolmente ogni parola in base al suo reale significato.

Il primo concetto che viene più volte puntualizzato è che l’italiano è una lingua in continua e costante evoluzione e che ogni giorno, se non ogni ora, vengono messe in discussione sia le certezze che le tradizioni presenti alla base di ogni vocabolo o forma grammaticale che viene utilizzato.  È molto importante riuscire a rappresentare correttamente le evoluzioni della società civile, stando però molto attenti a non mortificare la ricchezza che da sempre accompagna tutto ciò che compone  il nostro modo di esprimerci, sia scritto che verbale.

Era ora che si facesse chiarezza ai massimi livelli. Negli ultimi dieci anni, con l’avvento dei social e con la conseguente possibilità per chiunque di pubblicare e rendere pubbliche le proprie idee, si è assistito ad un incontrollato emergere di nuovi vocaboli e di nuove espressioni. Alcuni termini che eravamo abituati a leggere ed ascoltare solo al maschile, improvvisamente hanno trovato ragione di esistere anche al femminile, per non parlare dei tantissimi termini inglesi che appaiono sempre più frequentemente nelle varie conversazioni. È ormai evidente a tutti, compreso i massimi esperti del settore, che la nostra lingua si sta evolvendo ad una velocità mai registrata precedentemente.

Il 4 maggio scorso al Maxxi di Roma, il museo delle arti del XXI secolo, si è svolto un convegno al quale hanno partecipato universitari, scrittori, letterati, cronisti, alunni, artisti e rapper. La discussione è partita analizzando il termine  “petaloso” che pur avendo recentemente avuto un enorme visibilità mediatica, nel giro di pochi mesi è letteralmente scomparso dalla scena. Quel giorno, allo scopo di dare un ordine e una logica ai cambiamenti in atto nella lingua italiana, restando nel rispetto della sua tradizione e della sua storia,  è nata la collaborazione tra Repubblica e l’Accademia della Crusca, di cui vi sto  parlando oggi. 14 volumi dedicati a chiunque voglia approfondire i cambiamenti del linguaggio.

Leggere questi trattati linguistici sarà anche divertente, oltre che istruttivo. Ad esempio scoprirete che fichidindia è il corretto plurale di ficodindia, che la metà di un’ora è indistintamente mezz’ora o mezzora, e tante altre curiosità che certamente vi aiuteranno ad utilizzare in modo migliore la nostra amata lingua.

Che dire. Non ci resta che attendere le altre dodici puntate e se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, dopo aver letto i primi due volumi, usciti il 28 ottobre ed il 4 novembre, credo proprio che l’opera rappresenterà una pietra miliare dell’adeguamento del  linguaggio alle regole del  terzo millennio.