James Joyce, nell’”Ulisse”, scrive che Leopold Bloom, dopo essere entrato nella farmacia Sweny, ordina una lozione alla cera bianca e all’acqua di fiori d’arancio, ma mentre lo fa, un forte odore di limone attrae la sua attenzione. Quando si accorge che il profumo proviene da  una saponetta, Bloom l’acquista al posto della lozione. La leggenda narra che Nora, la futura signora Joyce, il 14 giugno 1904 , non si sia presentata a un appuntamento da Sweny con lo scrittore, e che per questo motivo, Joyce, frequentatore abituale del locale, l’abbia scelto come ambientazione di quella scena del libro.

Da allora, il 14 giugno è ricordato dagli amanti della letteratura come il Bloomsday ed è celebrato in tantissimi circoli letterari di ogni parte del mondo.

Era il 1853, quando Frederick William Sweny  aprì la farmacia Sweny e da allora, l’esercizio è rimasto in funzione per 156 anni, prima di chiudere i battenti, nel 2009.

Pochi mesi dopo, alcuni volontari hanno rilevato il negozio, intenzionati a non far morire quel luogo tanto amato. Hanno mantenuto lo stesso nome e lo hanno trasformato in un posto incantato, dove attualmente, oltre ai libri, alle macchine fotografiche d’epoca, ai dolci per i bambini, all’argento e ad ampolle di ogni tipo, si vendono ancora le saponette al limone, prodotte seguendo rigorosamente la ricetta originale.

Da quando la farmacia è stata trasformata in drogheria e libreria, è ancora più piacevole visitarla, perché sembra davvero di tornare indietro nel tempo, all’epoca della Dublino che ha ispirato le opere di Joyce.

Geniale l’idea dei gestori di mantenere l’arredo di quel tempo passato, visto che proprio per questo motivo, capita spesso che il locale venga utilizzato come set cinematografico per girare scene d’epoca.

Chi si trova a Dublino, nei pressi di Merrion Square, non può perdere l’occasione per visitare Sweny. Al suo interno, circondati da tanti oggetti legati allo scrittore irlandese e dagli strumenti originali della farmacia, ci si troverà di fronte a gentilissimi commessi in camice bianco, che dopo aver offerto una tazza di tè, racconteranno tanti aneddoti sull’incredibile storia di questo magico luogo.

La domenica è il giorno della settimana in cui si svolgono letture delle opere di Joyce in italiano, il sabato in francese e gli altri giorni in inglese.

Che dire. È bello vedere che esiste ancora qualcuno che si batte strenuamente perché una tradizione importante non scompaia. L’esempio che danno ai giovani è di rispettare gli eventi che hanno permesso all’umanità di crescere e di evolversi, perché dimenticare il proprio passato significa offuscare il proprio futuro.