“Stavano così bene insieme, cosa è successo alla loro vita? Cosa è successo ai due chiusi in una camera d’albergo con il cartello “non disturbare” sulla porta? Dove sono finite la passione, la complicità?”

Il nuovo libro di Fabio Volo è un’immersione nella vita quotidiana di una coppia, nell’evoluzione del loro amore. Narra la crisi che si scatena con la nascita di un figlio e, ancora di più, racconta di quando qualcosa dall’esterno rompe l’incantesimo tra due innamorati.

In realtà il messaggio che Volo trasmette e che io condivido al cento per cento è che quell’incantesimo non si spegne mai, al massimo si trasforma in un viale alberato pieno di fiori, che all’inizio ci fa un po’ paura perché appare lungo e sconosciuto, ma che con il tempo si trasforma nell’unica via possibile, la strada dell’amore vero, quello infinito.

Alla fine emerge che tutti i tormenti, i dubbi, le tentazioni, non sono altro che  le situazioni classiche che colorano la vita di ogni coppia, quei passaggi  fondamentali che  traghettano un uomo e una donna che si amano verso la comprensione del loro amore, quello fatto di vecchiaia, di compagnia e di dolcezza.

Fabio Volo suggerisce, lascia intravedere una risposta, una via d’uscita. È come se i protagonisti dei suoi romanzi più amati, Il giorno in più o Il tempo che vorrei, si ritrovassero per affrontare quello che viene dopo l’innamoramento, la responsabilità e la complessità dello stare insieme per davvero, per sempre.

Ancora una volta Volo ci sorprende per la capacità di fotografare e dare un nome ai sentimenti, perfino quelli meno nobili e non per questo meno comuni.

Credo proprio che È tutta vita sia un romanzo  da leggere, soprattutto perché leggendolo capita di ridere e di commuoversi, proprio come quando qualcosa ci riguarda davvero da vicino.