George Orwell è lo pseudonimo di Eric Arthur Blair. Lo scrittore scelse di firmare i suoi romanzi con questo nome,  ispirandosi al famoso fiume inglese, Orwell, che si trova nella contea di Suffolk, in Inghilterra.

Eric nacque a Motihari, in India, nel 1904.

Il padre era un funzionario anglo-indiano dell’amministrazione britannica in India.

Quando aveva appena 4 anni, lo scrittore si trasferì in Inghilterra, insieme alla madre e alle due sorelle. Già da bambino lasciò intuire le sue enormi doti letterarie e a 14 anni vinse una borsa di studio che gli permise di entrare nell’autorevole Eton College.

Nel 1922, a causa dell’atteggiamento supponente e discriminatorio nei suoi confronti, lasciò gli studi e ritornò nel suo paese d’origine, dove si arruolò nella Polizia Imperiale, in Birmania.

Nel 1928, ritornò in Europa, e precisamente a Parigi. In questo periodo svolse umili lavori per sopravvivere. Per rendersi conto personalmente del degrado dei bassifondi della capitale francese, lavorò come lavapiatti in alcuni ristoranti.

Nel 1932 rientrò in Inghilterra, dove insegnò come maestro elementare in varie scuole private, che poi fu costretto ad abbandonare per problemi di salute.

Nel 1933 pubblicò il suo primo romanzo, “Senza un soldo a Parigi e Londra”.

Nel 1934 pubblicò il suo secondo romanzo “Giorni in Birmania“, ispirato alla sua esperienza in quel paese come militare dell’Impero Britannico.  Flory, uno dei protagonisti del romanzo, gli somiglia molto, e se non fosse perché, a differenza sua, non abbandona l’esercito e vi rimane fino alla morte, sembrerebbe proprio un personaggio autobiografico.

Nel 1936, durante gli anni della tremenda crisi economica determinata dal crollo di Wall Street, svolge un’inchiesta giornalistica tra i minatori dell’Inghilterra settentrionale, e l’anno dopo, descrive le loro sciagurate condizioni nel suo romanzo “La strada per Wigan Pier”. Il 9 giugno 1936 sposa a Wallington, una donna britannica di nome Eileen O’Shaughnessy, ma non ha neanche il tempo di godersi la luna di miele che si arruola nel Partito operaio spagnolo, per combattere sul fronte aragonese, contro il dittatore fascista Francisco Franco. Dopo pochi mesi viene ferito alla gola in combattimento e rientra in Inghilterra, dove nel 1938  scrive “Omaggio alla Catalogna”, a cui seguirà, l’anno successivo, dopo una breve parentesi in Marocco, il romanzo “Una boccata d’aria”. L’anno dopo, avrebbe voluto arruolarsi nell’esercito per combattere la seconda guerra mondiale, ma venne giudicato inabile, per cui si arruolò con il grado di sergente, nelle milizie territoriali, a servizio delle quali curò per la BBC una serie di trasmissioni sull’India, in favore del movimento indipendentista e pacifista di Gandhi.

Nel 1943 diventò direttore del settimanale “Tribune” e nel 1944 iniziò a scrivere “La fattoria degli animali” uno dei suoi due grandi capolavori, che secondo molti è ambientata a Wallington, nella “Bury Farm”. Il libro terminerà l’anno dopo, ma a causa delle palesi critiche allo stalinismo contenute nel testo, ci mise quasi due anni a trovare un editore disposto a pubblicarlo, anche perché, in quel periodo la Russia era alleata dell’Inghilterra contro il nazifascismo. Nel 1945 lavorò come corrispondente di guerra per conto dell'”Observer” e nello stesso anno morì sua moglie. Nel 1947 andò a vivere a Jura, un’isola dell’arcipelago delle Ebridi, ma essendo malato di  tubercolosi, a causa del clima molto freddo, venne continuamente ricoverato in ospedale. Nel 1949 si risposò con Sonia Bronwell, una redattrice di “Horizon”, e concluse la sua opera più nota “1984”, iniziata l’anno precedente.

Lo scrittore non riuscì a godersi il successo di quest’ultimo lavoro perché morì, a causa di un infarto polmonare, il 21 gennaio 1950, a soli 46 anni.

Il nome di Orwell, nell’immaginazione popolare, è legato principalmente alla pubblicazione di La fattoria degli animali e di 1984, da cui è stata tratta l’idea del Grande fratello televisivo. Pur esprimendo concetti molto articolati e profondi, il suo modo di scrivere è semplice, comprensibile a tutti, e forse è proprio questo il segreto del suo enorme successo a livello planetario. La fattoria degli animali, viene spesso utilizzato  come libro di narrativa per gli stranieri che desiderano imparare l’inglese.

Che dire. La grande forza di Orwell forse è stata di utilizzare le favole per insegnare a tutti a non farsi fregare dalle favole.