Nel seminterrato della sinagoga Congregation Sons of Moses, nel Lower East Side di New York,  tra rotoli di carta colorata e strisce di cuoio scuro, Henry Alpert, un rilegatore di 68 anni, ultimo eroe di un mestiere sbiadito nel tempo, cuce taglia e comprime pile di carta, trasformandole in meravigliosi volumi rivestiti di cuoio.

L’antica bottega viene considerata dagli abitanti di New York, uno dei “migliori buchi” di China Town.  Ci sono tanti motivi per entrare in questo negozietto e uno di questi è certamente il carisma del proprietario, che tiene in vita, da solo, un vecchio mestiere, che se dipendesse dalla sua volontà, potrebbe non estinguersi mai.

Immergendosi in quella confusione, si prova la strana sensazione di vivere qualcosa di magicoTutto sembra apparentemente in disordine, quasi fuori controllo, come se si stesse entrando in un piccolo labirinto fatto di macchine antiquate, rotoli di tessuti e tante pile di libri, spremute insieme in grossi scaffali sparsi qua e la. Lo sguardo si posa sui tanti morsetti, sui martelli, su una macchina taglia bordi che Henry chiama affettuosamente “la ghigliottina“, ma soprattutto sui secchi di colla, bloccati da antiche colate nella posizione in cui si trovano adesso.

Ci sono persone che ancora oggi, all’inizio del terzo millennio, preferiscono una costosa rilegatura a mano, anziché una economica rilegatura in una moderna tipografia. Vi sembrerà incredibile, ma sono tantissimi, a partire dalle Chiese, che la richiedono per le bibbie, c’è chi desidera rilegare tesi di laurea,  book fotografici, e anche chi porta semplicemente pagine che sente il bisogno di legare tra esse e al proprio cuore, pagine di ricordi, che una volta abbellite con tessuti adatti e con titoli in rilievo d’oro, diventeranno immortali.

Henry è sempre in ritardo con le consegne e per questo motivo, consiglia ai suoi clienti di prenotarsi con largo anticipo. Nel periodo natalizio, per riuscire a soddisfare le richieste, il rilegatore dorme in negozio, su un materassino di gomma e non è raro che i clienti se lo trovino di fronte, in boxer.

Poiché ogni cliente arriva con un ampio spettro di esigenze è difficile stabilire un prezziario, ma gli amanti del genere sanno che il proprietario ama negoziare il prezzo, quindi entrano già pronti a una lunga, colta e interessante contrattazione.

Chi l’ha conosciuto, lo descrive come un uomo sempre di buon umore, con un sorriso spontaneo, i capelli grigi e le maniche della camicia arrotolate. Dicono che guardandolo al lavoro, sembra di rivedere quel giovane ragazzo che tanti anni prima, iniziò a collaborare con il suocero di suo fratello, trascrivendo libri a mano, e che da allora, non si è mai fermato.

Che dire. Gli uomini come Henry riconciliano con la vita e rappresentano un grande esempio per i giovani che si affacciano al mondo del lavoro. Il suocero del fratello lavorò fino a 90 anni. A Hanry, auguro di cuore di arrivare fino a 100