Quando si sceglie un nuovo libro da leggere, spesso si viene attratti dal titolo o dal nome dell’autore, ma questo non basta a garantirne la qualità. Un testo deve anche sedurre, essere accattivante, sia nei colori della copertina che nel contenuto della sinossi. Ma la vera prova del nove è verificare, iniziando a leggero, se ha il potere di tenere incollati alla lettura fin dalle prime righe. Purtroppo, altrettanto spesso, tutte queste prerogative si rivelano ingannatrici e nonostante la loro contemporanea presenza, si abbandona il libro, senza riuscire a portare a termine la lettura.

Alcune volte, quando si ha la necessità di studiare un testo, non c’è scelta e pur soffrendo, bisogna portare avanti la lettura fino alla fine. In quei momenti, si comprende quanto sia faticoso leggere qualcosa controvoglia e si prende la solenne decisione di avere in futuro, il potere assoluto sulla scelta di troncare qualsiasi lettura ricreativa che non soddisfi in pieno le proprie esigenze letterarie.

I più tenaci ritengono che sia una vera e propria eresia non concludere la lettura e asseriscono che bisogna andare avanti a tutti i costi, per superare i momenti faticosi e riuscire a scoprire come si svilupperà la trama, con la speranza mai sopita che il testo si riscatti nel finale.

Il fenomeno però è sempre più diffuso e sono tanti i lettori che abbandonano i libri che stanno leggendo. A loro favore, bisogna dire che molti libri hanno capitoli di cui si potrebbe tranquillamente fare a meno e che spesso i titoli sono molto più accattivanti e promettenti di ciò che poi si riscontra nel testo, ma anche se è naturale che il sogno di ogni lettore sia trovare un libro che lo tenga incollato dall’inizio alla fine, va precisato che la lettura tutta di un fiato è abbastanza rara e pur essendo un’esperienza bellissima, non si può pretendere che si realizzi ogni qual volta si acquista un libro.

Il fenomeno che più si manifesta dopo un abbandono definitivo è il senso di colpa. Ai lettori sembra quasi che non sia un proprio diritto non terminare un libro, mentre in realtà lo è a tutti gli effetti. Non hanno firmato alcun contratto e non è scritto da nessuna parte che debbano torturarsi leggendo per forza un testo lento e noioso o che abbia una trama stupida o inconsistente, oppure una scrittura non incisiva, un protagonista insopportabile, contenuti privi di moralità, o anche che faccia addormentare dopo aver letto mezza pagina,  o provare un forte desiderio di iniziarne un altro, che ci siano troppi errori grammaticali o di stile, che durante la lettura ci si renda conto di stare semplicemente seguendo la moda del momento, oppure che il testo non provochi alcuna emozione.

Che dire. Sono sempre stato convinto che la lettura debba essere un’occasione per rilassarsi e continuare a leggere qualcosa che non ci piace non è rilassante.