Sono certo che a quasi tutti coloro che stanno leggendo quest’articolo sia venuto in mente almeno una volta nella vita di scrivere un libro e che siano in tanti coloro che si sono davvero seduti davanti a un foglio bianco con una penna in mano, oppure davanti allo schermo di un pc con le dita poggiate sulla tastiera, per provare a riuscirci. Mi sembra di vederli. Ci sarà stato chi, prima ancora di scrivere una sola parola, dopo aver fatto un sorrisetto, avrà abbandonato il nobile proposito, e chi invece, spinto dall’illusione che regala l’apparente facilità con cui si compilano le prima pagine, avrà provato a iniziare, magari riuscendo a scrivere anche qualche simpatica descrizione, ma non è difficile intuire che quasi tutti, dopo aver riempito un certo numero di pagine, avranno irrimediabilmente alzato bandiera bianca in segno di resa.

Probabilmente, qualcuno di loro sarà riuscito a comporre 5 pagine  (circa 1.500 parole) e qualcun altro anche 10, 20 o addirittura 25 (7/8.000 parole), ma sono sicuro di non sbagliarmi nell’affermare che soltanto pochissimi eroi avranno davvero scritto un romanzo completo, di 200/400 pagine (40.000/80.000 parole).

Ma la domanda che mi pongo è un’altra: quanto tempo ci avranno messo a completare l’opera, quelli che ci sono riusciti?

Quando leggiamo un libro non ci chiediamo quasi mai quale sia stato il tempo necessario per scriverlo. Lo compriamo, lo apriamo e lo leggiamo, a volte in un paio di giorni, a volte in una settimana. Poi, lo giudichiamo bello o brutto e inevitabilmente passiamo a un altro, senza chiederci nulla a proposito del lavoro e del tempo che sono stati necessari  per permettere a quel romanzo di arrivare fino a noi e deliziare il nostro “palato letterario”.

Per effettuare una corretta e attendibile valutazione del tempo che trascorre dalla prima parola scritta alla prima parola letta, dobbiamo analizzare le varie fasi lavorative. La prima è la stesura del testo, la cui durata dipende da tanti fattori, come la velocità di scrittura, la chiarezza progettuale e il tempo a disposizione, ma  in base alla mia personale esperienza ritengo che non sia insensato ipotizzare circa 6/10 mesi, in funzione della lunghezza. Ci sono anche libri che sono stati scritti in una settimana (è quanto si dice che impiegasse Simenon per scrivere un “Maigret”), oppure anni e anni (come ha affermato Albinati parlando del tempo che ha impiegato per scrivere “La scuola cattolica”), ma in questi casi parlerei di eccezioni che confermano la regola.

Una volta terminata la stesura, c’è da capire il tempo più incalcolabile che esista, quello della accettazione da parte di un editore, ma se entro un anno dalla fine della stesura non è accaduto, ben difficilmente accadrà. Considerando che ci sono casi in cui succede in un paio di mesi, ipotizzare un tempo medio di sei mesi si avvicina alla realtà.

L’editing, la stampa, la promozione e la distribuzione sono tempi più definiti e anche in questo caso parlare di 4/6 mesi dal momento dell’accettazione è un dato attendibile.

Quindi, ricapitolando, ,sommando i tempi medi, se tutto va liscio, dal momento in cui si appone la prima parola sul primo foglio al momento in cui viene letta da un lettore quella parola, a meno di casi eccezionali, passano 18/ 24 mesi, e cioè da un anno e mezzo a due anni di lavoro.

Che dire. A volte, in pochi giorni, godiamo di una lettura che per arrivare a noi ci ha messo quasi due anni. Può darsi che dopo aver saputo il lavoro che c’è dietro a un romanzo, la prossima volta lo gusteremo di più.