L’altra sera ero davvero molto stanco. Avevo passato tante ore a lavorare alla rifinitura del mio nuovo romanzo. Ho guardato l’orologio e mi sono accorto che si era fatta quasi mezzanotte. Allora, anche se non avevo ancora terminato il lavoro, ho spento il pc e ho deciso di andare a dormire. Dovevo essere distrutto, visto che mi è bastato semplicemente appoggiare la testa sul cuscino, per passare istantaneamente dalla veglia al sonno.

Ma nel mondo dei sogni accadono cose inspiegabili, e così in un attimo mi sono ritrovato all’interno del mio romanzo, in compagnia di tutti i miei personaggi. Pur essendo perfettamente consapevole che si trattava di uomini e donne inventati da me, mi sembravano talmente veri da credere che stesse realmente accadendo. Ero insieme a loro a chiacchierare del più e del meno, come se fossero dei vecchi amici.

Era un’occasione da non perdere, Quando mi sarebbe mai ricapitato di parlare con i personaggi di un mio romanzo? Così mi è venuta un’idea. Ho deciso di approfittarne della situazione per conoscerli meglio. Ho chiesto ad ognuno di loro quale fosse il personaggio letterario che li aveva maggiormente affascinati durante la loro vita, pregandoli di nominarne soltanto uno.

Erano in diciotto, e tutti  ben felici di rispondere alla mia domanda.

 

  • Holden de “Il giovane Holden” di J.D. Salinger! Anche se da tanto tempo non lo leggo più, mi sono rimaste impresse nella mente le sue imperfezioni, le sue stupidate, e l’incredibile abilità nel meravigliarsi per ogni cosa.

 

  • Invece per me resterà indelebile per tutta la vita Ben Richards, il protagonista dell'”Uomo in fuga” di King, perché sono sempre stata affascinata dalle persone normali, che sono disposte a perdere la vita pur di riuscire ad assicurare un futuro migliore alle persone che amano, in quel caso la moglie e la figlia.

 

  • Io leggo solo i libri romantici, mi piace commuovermi. Ho amato più di chiunque altro Scout  de “Il buio oltre la siepe”. Non dimenticherò mai il finale di quel romanzo, quando Scout  riesce finalmente a rivedere l’amico. Mamma mia! Quanto ho pianto.

 

  • Io dico senza alcuna titubanza, “Anna Karenina” di Tolstoy. Mi ha colpito che una donna così bella ed elegante, una a cui sembra che non le manchi nulla e che tutto le sia dovuto, possa soffrire come una persona qualsiasi nel non poter avere ciò che desidera, al punto da arrivare a togliersi la vita. E’ triste certo, ma tanto educativo. A me ha insegnato che qualunque vita, senza l’amore, non è nulla.

 

  • E’ difficile nominarne uno solo. Io amo i libri polizieschi, i thriller. Se proprio devo scegliere, dico Sherlock Holmes. Da ragazzo per imitarlo mi misi persino a fumare la pipa. E poi anche i personaggi che lo circondavano erano fantastici, a partire dal magico dottor Watson.

 

  • Io sono ancora giovanissima, non ho letto tanto. A voi adulti potrà sembrare banale, ma dico la volpe del “piccolo principe”, per il grande coraggio di legarsi a qualcuno, sapendo perfettamente che prima o poi lo perderà, e ne soffrirà. La sua frase “L’essenziale è invisibile agli occhi” la ritengo semplicemente una meravigliosa verità.

 

  • Io fin da bambino ho amato “I promessi sposi” di Manzoni. Li ho amati a tal punto da rileggerli anche da adulto, ma sia allora come oggi il personaggio che più mi ha affascinato è stato Renzo, per la sua rettitudine e purezza di spirito, e per il suo carattere sincero e spontaneo, oltre al suo cuore immenso.

 

I primi sette personaggi si erano espressi. Ero rimasto colpito dalle loro risposte perché erano esattamente quelle che mi aspettavo di sentire, e mentre mi accingevo ad ascoltare anche gli altri undici, sempre più convinto di star vivendo la realtà, mi sono svegliato.

Il mio pensiero è immediatamente andato sul perché gli avessi rivolto proprio quella domanda, e la risposta è stata semplice: li volevo conoscere meglio, volevo capire se erano davvero come li avevo immaginati.