Johann Wolfgang Goethe, nacque a Francoforte il 28 Agosto del 1749. Era il primogenito di una famiglia borghese e già da bambino, mostrò una grande attitudine allo studio e in particolare all’apprendimento delle materie scientifiche e delle lingue straniere, come il latino, il greco, l’ebraico, l’inglese, il francese e l’italiano. A tredici anni iniziò a scrivere per il teatro delle marionette e venne a conoscenza per la prima volta della leggenda del dott. Faust. Il ragazzo imparò anche ad andare a cavallo e a suonare il pianoforte e il violoncello. Grazie alla biblioteca privata del padre (circa 2.000 volumi) Goethe s’innamorò della lettura e scrisse numerose favole, molto apprezzate dai suoi amici. A 16 anni andò a Lipsia a studiare legge presso la più prestigiosa università tedesca e durante quel periodo studiò anche medicina e disegno.

Nel 1770, dopo un periodò in cui si ammalò, Goethe si trasferì a Strasburgo per terminare gli studi e conobbe Johann Gottfried Herder e la sua nuova corrente letteraria, lo Sturm und Drang. In quel periodo s’innamorò di Friedrike Brion, alla quale dedicò numerose poesie d’amore. Dopo aver conseguito un titolo di studio,  Goethe tornò a Francoforte, dove scrisse il dramma Götz von Berlichingen.

Nel 1772 si trasferì a Wetzlar e s’invaghì di Lotte Buff, ma venne rifiutato e tornò a Francoforte, dove scrisse incessantemente per due anni. Quando venne a sapere che un suo amico si era suicidato per amore, trovò l’ispirazione per scrivere il primo dei suoi grandissimi capolavori “I dolori del giovane Werther”. Il successo fu enorme e i giovani dell’epoca iniziarono a vestirsi come Werther. Ci furono addirittura alcuni casi di suicidi per emulazione e grazie a quegli episodi, Goethe diventò famoso in molti paesi del mondo.

Nel 1775 si recò a Weimar, dove rimase per tutta la vita e dove s’innamorò di una donna sposata, di sette anni più grande di lui, Lili Schönemann, e pur dedicandole 1700 lettere d’amore, non fu mai corrisposto.

Nel 1786, Goethe visse per due anni in Italia e scrisse in versi la “Ifigenia in Tauride”. Al ritorno conobbe una fioraia,  Christiane Vulpius. Dopo un anno la ragazza partorì August, il primo dei loro 5 figli, l’unico che sopravvisse al parto. La donna morì a soli 51 anni, lasciando un vuoto incolmabile.

Nel 1790 pubblicò il Torquato Tasso, le Elegie romane, gli Epigrammi veneziani e la Metamorfosi delle piante, oltre a un primo frammento del Faust.

Nel 1796 pubblicò Gli anni di apprendistato di Wilhelm Meister. Nel 1808 pubblicò il Faust prima parte che segna un notevole cambiamento rispetto al primo frammento. Nel 1809 pubblicò il  capolavoro che lo rese immortale,  Le affinità elettive. Nel 1810 pubblicò  lo scritto scientifico Teoria dei colori. Tra il 1811 e il 1822 pubblicò due grandi opere autobiografiche, i sei volumi di  Poesia e verità e Viaggio in Italia e nel 1819 pubblicò la raccolta di poesie orientali, Il divano occidentale-orientale

Nel 1821 uscì Gli anni di pellegrinaggio di Wilhelm Meister e nello stesso anno, durante un viaggio a Marienbad, una nota località di cure, Goethe, incontrò Ulrike von Levetzov, una ragazzina di 17 anni. Due anni più tardi le fece una proposta di matrimonio che venne cortesemente rifiutata dalla famiglia della ragazza.

Goethe reagì scrivendo l’Elegia di Marienbad, la poesia più struggente della sua produzione.

Nel 1832 dopo aver pubblicato la seconda parte del Faust, Goethe si ammalò gravemente e morì il 22 marzo nella sua casa a Weimar, all’età di 82 anni.