John Ernst Steinbeck, Jr. nacque il 27 febbraio del 1902 a Salinas, in California. Le sue origini familiari erano irlandesi e tedesche. Suo padre era il tesoriere della contea di Monterey mentre sua madre era un’insegnante. Unico maschio di quattro figli, quasi subito manifestò un’immensa passione per la scrittura. A 17 anni si iscrisse ai corsi di scrittura creativa e poi a letteratura inglese alla Stanford University, ma spesso interruppe la propria frequenza, per dedicarsi a lavori occasionali che gli permettevano di guadagnare il denaro necessario per auto sostenersi In quel periodo condivise spesso la propria vita con quella dei lavoratori agricoli dell’Oklahoma. Purtroppo, le frequenti assenze dai corsi, lo costrinsero ad abbandonare gli studi e a rinunciare a laurearsi.

Nonostante l’intoppo, continuò a scrivere poesie, racconti e articoli, che pubblicò su varie riviste.

Nel 1925 si trasferì a New York, dove lavorò come giornalista per il “New York American“, ma dopo un anno preferì tornare in California, dove venne assunto come custode in un parco residenziale estivo. Grazie a questo lavoro, Steinbeck ebbe molto più tempo libero a disposizione e lo utilizzò per scrivere il suo primo romanzo “La santa Rossa“, dedicato alla vita di Sir Henry Morgan , pirata, corsaro e politico gallese, vissuto nel diciassettesimo secolo, che durante la propria avventurosa esistenza, fu anche nominato governatore della Giamaica. Il romanzo fu pubblicato tre anni dopo e da quel momento in poi, lo scrittore non si fermò più.

Nel 1935 pubblicò “Pian della Tortilla” e nel 1937 vinse il Premio Pulitzer con “Uomini e topi”. Due anni dopo fu la volta del suo romanzo più famoso “Furore”, che venne definito da tutti i critici letterari: il più grande romanzo sociale mai scritto sull’epoca della grande crisi americana. Il testo narra le disavventure della famiglia Joad, che dopo essere stata privata di tutti i propri averi dalle banche, fu costretta a fuggire dalla fattoria in cui viveva, a causa dalle intemperie atmosferiche, fino a raggiungere la California, in un susseguirsi di vicende che commossero e commuovono tuttora i lettori del mondo intero.

Nel 1942 pubblicò “La luna è tramontata”, nel 1947Vicolo Cannery” e “La corriera stravagante”, nel 1948La perla” e nel 1952 il suo romanzo più impegnativo “La valle dell’Eden”, che parla delle vicende di una famiglia dalla guerra di secessione alla prima guerra mondiale. Nel 1954 uscì “Quel fantastico giovedì” e nel 1961 pubblicò “L’inverno del nostro scontento” e l’anno successivo vinse il premio Nobel.

Steimbeck morì a New York, sei anni più tardi, a 66 anni, il 20.12.1968.

Che dire. Ci troviamo al cospetto di un uomo che è riuscito a conquistare il più prestigioso premio letterario che esista, pur non essendo riuscito a concludere gli studi universitari. La sua vita ci trasmette un messaggio chiaro: di fronte alla più dura delle sconfitte si può reagire e ottenere il più prestigioso successo che si possa desiderare. Grazie John.