Kent Haruf nasce nel 1943, a Pueblo, in Colorado.

Il padre è un pastore metodista, mentre la madre è un’insegnante. Fin da giovanissimo, Kent s’impegna in tantissime attività lavorative e svolge svariati mestieri, tra cui tra il carpentiere, l’infermiere, il bibliotecario, il bracciante agricolo e il bidello. Nel 1965, si laurea in lettere presso la Nebraska Wesleyan University.

Essendo obiettore di coscienza, dopo la laurea, prima di diventare docente nella stessa università in cui si è laureato, invece di andare in guerra in Vietnam, Haruf lavora in un ospedale di riabilitazione a Denver e in un orfanotrofio.

Nel 1982, pubblica il suo primo racconto, Now (And Then) e nel 1990Where You Once Belonged, ma il successo arriva soltanto nel 1999, quando l’autore ha già 56 anni, con Plainsong  (Canto della pianura). Nel 2004, pubblica  Eventide (Crepuscolo), con cui vince il Colorado Book Award. Nel 2010, pubblica Benedizione.

Haruf  ambienta ogni suo romanzo a Holt, una cittadina che non esiste, e anche se molti pensano che si tratti di Yuma, l’autore ha puntualmente negato questa eventualità.

In Italia, sono stati pubblicati finora quattro volumi , la Trilogia della pianura (Benedizione, Crepuscolo e Canto della pianura), e il suo ultimo romanzo, Our Souls at Night (Le nostre anime di notte).

Kent lavora tanto alla stesura di questo ultimo lavoro, ispirato al rapporto con Cathy, la sua seconda moglie, e nonostante la stessa Cathy lo digiti al computer per ben 5 volte, l’editore continua a modificarlo, ritardandone fatalmente la pubblicazione. Haruf ha una malattia ai polmoni di tipo interstiziale ed è al corrente che non esiste nessuna cura. Negli ultimi mesi, si sente male ed è scoraggiato, così quando grazie a un medicinale, il prednisone, uno steroide che lo fa sentire meglio pur non curando nulla, decide di non aspettare la morte con le mani in mano e inizia a scrivere questo romanzo con la ferma intenzione di lasciare un altro tassello nella storia della letteratura mondiale, per essere ricordato, come ama spesso dire, come “qualcuno che ha un talento molto piccolo, ma che ha lavorato meglio che poteva per riuscire a usare quel talento al massimo.”

Kent Haruf muore in Colorado, il 30 novembre 2014, a 71 anni, pochi giorni dopo aver terminato “Le nostre anime di notte”, che viene pubblicato postumo.

Che dire. A tradurre i libri di Haruf per la Casa Editrice NN è stato Fabio Cremonesi, forse il miglior traduttore italiano in circolazione. Grazie Fabio.