Lo scorso anno, in Siberia, un tale Maxim Khvostishkov, capo del turismo locale e bibliotecario, ha dato vita a una delle iniziative più originali e ricca di significato di cui abbia mai letto: la creazione della “Ice Library of Wonders”, una biblioteca interamente scolpita nel ghiaccio.

Attraverso il giornale Comsomolskaya Pravda, Maxim ha chiesto ai lettori di inviare per iscritto i propri sogni e desideri. Le prime 1000 proposte sono state incise sui blocchi di ghiaccio con cui è stata realizzata la biblioteca, inaugurata a Baiksalsk, una cittadina sulle coste del Lago Baikal.

In pochi mesi, sono pervenuti alla redazione del giornale sogni e desideri di ogni tipo, da ogni parte del mondo. C’è chi ha chiesto di affacciarsi dalla cima del K2 e chi semplicemente di innamorarsi o di vincere la lotteria, ma la maggior parte ha chiesto salute per i propri cari e pace tra i popoli.

Ormai, non è più possibile visitare la biblioteca dei sogni, perché si è “sciolta” ad Aprile, con l’arrivo della primavera, portando per sempre con sé i sogni del mondo.

Nonostante la biblioteca sia esistita soltanto un inverno, la stagione durante la quale a nessuno verrebbe in mente di visitare la Siberia, sono stati tantissimi i visitatori che hanno sfidato il freddo glaciale, per raggiungere la terra che ha dato i natali a  Dostoevskij e Tolstoj e per godere dello spettacolo della Biblioteca di ghiaccio, addentrandosi al suo interno e perdendosi in uno spettacolare labirinto, lungo il quale l’unico modo per orientarsi era leggere le 1.000 piccole frasi incise nel ghiaccio. Oltre ai sogni e ai desideri, sempre incisi nel ghiaccio, erano riportati i testi di  ben 420 libri, selezionati con cura.

I visitatori della biblioteca di ghiaccio hanno approfittato del viaggio, per andare ad ammirare il famoso Lago Baikal ghiacciato, uno spettacolo a dir poco indimenticabile. Si tratta di uno dei laghi più grandi del mondo (circa 30.000 kmq) ed è ritenuto una delle sette meraviglie della Russia. Dal 1996, è stato anche nominato “Patrimonio dell’Umanità UNESCO”. A pochi chilometri di distanza c’è Capo Burchan (la “roccia dello sciamano“), meta di pellegrinaggio dei monaci buddisti, ai cui piedi è presente un misterioso disegno seguito da una scritta in un’antica lingua indiana.

Che dire. Di fronte ai libri e alla lettura crolla ogni paura e chi ha affrontato le terribili condizioni climatiche invernali  della Siberia per visitare la biblioteca potrà dire di aver camminato tra i sogni del mondo e sono certo che è stata un’emozione indescrivibile. Grazie Maxim.