Ieri notte ho fatto un sogno. Ero ad una festa. Non conoscevo nessuno, a parte i padroni di casa e pochi altri. Dopo aver cenato, devo dire benissimo, qualcuno ha messo un po’ di musica e abbiamo iniziato  a chiacchierare del più e del meno. C’era la classica atmosfera rilassata di una festa. Ad un tratto la padrona di casa ha proposto di fare una specie di gioco. Ha chiesto ad ognuno dei presenti di indicare i due migliori libri letti in vita loro, con l’obbligo però di poterne dire solo due e non più di due, e senza ripetere alcun titolo precedentemente nominato. A quel punto mi è venuta un’idea. Ho chiesto il permesso ai presenti, e dopo averlo ottenuto, ho tirato fuori il mio inseparabile taccuino tascabile, e ho preso appunti sulle loro risposte. Ne è uscita una lista di libri molto interessante, soprattutto perché non è trovabile da nessuna parte, se non nel mondo dei sogni. Alcuni titoli, pochi per la verità,  già li conoscevo, altri mi hanno aperto un mondo di novità e di curiosità.

Tornato a casa, ho pensato che avrei potuto scrivere un articolo, riassumendo le loro risposte, e magari , impegnandomi nel non ripetere gli stessi titoli, anche perché qualcuno dei titoli, come nel caso de “Il maestro e margherita”, nonostante la raccomandazione iniziale, era stato citato un numero incredibile di volte.

  • Quello che chiedi è veramente difficile, ma ci provo. “Cent´anni di solitudine” di Márquez e dopo ci metto uno che ho letto tre volte, “Il pozzo della solitudine” di Radclyffe Hall. Mi sono commossa tutte e tre le volte, anche se l’avevo acquistato senza alcuna certezza che mi piacesse, visto l´argomento.
  • Nella mia classifica assolutamente personale metterei al primo posto “La casa degli spiriti” di Isabel Allende, perché mi ha fatto innamorare. L’ho terminato in soli due giorni e l’ho trovato stupendo. Poi  senz’altro “Dieci piccoli indiani”, di Agatha Christie.
  • Il libro più bello che ho letto è “La città della gioia” di Dominique Lapierre. Al secondo posto ne metterei tantissimi. Vabbè, ne scelgo uno per stare al gioco, “Il signor Malaussene”di Pennac.
  • Libri belli ce ne sono tanti, ma pochi ti restano dentro per sempre. Dovendo scegliere per forza, dico “Delitto e Castigo”di Dostojevski, e poi, mamma mia com’è difficile, scelgo “Le confessioni di Max Tivoli” di A.S. Greer.
  • Per me è facilissimo, non ho dubbi. In testa metterei senz’altro “Mille splendidi soli” di Khaled Hosseini  perché è veramente bello. Al secondo  posto “Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde, perché è bello, bello, bello.
  • Difficile dirlo, ogni libro che leggo mi lascia qualche cosa, ma in assoluto adoro “Legami di sangue” di Octavia Butler, e vi consiglio assolutamente “Autobiografia di uno yogi” di Paramahansa Yogananda. Leggetelo, vi piacerà di sicuro.
  • Per me il libro più bello che ho letto finora è “Fosca” di Ugo Tarchetti. E a seguire “I dolori del giovane Werther” di Goethe.
  • Un libro che ho trovato stupendo è stato “Il cacciatore di aquiloni” di Khaled. Poi metterei  “La mia famiglia e altri animali” di Durrell. E’ bellissimo. Leggendolo si arrivano addirittura  a sentire i profumi dei luoghi descritti.
  • Esagerata! In ogni caso, se qualcuno di voi ama i libri spiritualmente profondi, leggetevi assolutamente “Il cammino di Santiago” di Paulo Coelho. Poi non so, forse “Cime tempestose” di Emily Bronte. E’ meraviglioso, di una forza eccezionale.
  • Si, l’ho letto Cime tempestose, e devo dire che mi è piaciuto abbastanza. Comunque al primo posto metterei “L’importanza di chiamarsi Ernesto” di Wilde. E’ troppo divertente. Poi consiglio a tutti “Le fiamme di Toledo” di Giulio Angioni .
  • Senza ombra di dubbio, “Il piacere” di D’Annunzio. Al secondo posto metterei un libro che per me è particolare, in quanto mi ha fortemente cambiato, “Per chi suona la campana” di Heminghway.
  • Io dico “L’Ombra del vento” di C. R. Zafon. Lo adoro letteralmente, insieme alla raccolta “Cento sonetti d’amore” di Pablo Neruda. Sono i miei preferiti.
  • Non dimenticatevi del “Conte di Montecristo”, una meraviglia. Al secondo posto metterei senz’altro  “Dance, dance, dance” di Murakami Haruki. E’ incredibile quanto ti prenda.
  • Il mo preferito già è stato detto. Allora scelgo “Gioco all’alba” di Arthur Schnitzlers, che è di gran lunga il mio secondo preferito. Poi ce ne sono tanti, ma veramente tanti. Ok, scelgo e dico “L’amore molesto” di Elena Ferrante, più che altro per l’argomento, che mi tocca da vicino, il rapporto tra madre e figlia.