L’Accademia della Crusca è un’istituzione nata ufficialmente a Firenze il 25 marzo 1585, due anni dopo l’adesione di Leonardo Salviati, un illustre filologo e grammatico dell’epoca, detto l’“Infarinato”, autore di un attento studio linguistico sull’opera di Boccaccio.  Il suo ingresso diede grande prestigio all’Accademia, promuovendo l’elezione di un capo e la pubblicazione di lavori molto più seri e impegnati. Negli anni successivi, gli accademici aumentarono tantissimo, al punto che si rese necessario stabilire varie cariche. Da allora, il nobile scopo di quest’istituzione è stato unificare la lingua in tutto il nostro paese, sulla base del volgare fiorentino utilizzato dai poeti del Trecento.

Attualmente, l’Accademia continua a riunire i più prestigiosi esperti e studiosi di linguistica e filologia della lingua italiana, con lo  scopo principale di  salvaguardarla e studiarne l’evoluzione.

Il frullone, lo strumento simbolo della Crusca, viene usato in agricoltura, per distaccare la parte buona della farina, dalla crusca, che è la parte da scartare, allo stesso modo in cui i primi membri dell’Accademia separavano la parte pura della lingua italiana, da quella impura. Sullo stemma è riportata la frase del Petrarca “il più bèl fiór ne còglie“, a rafforzare il ruolo di massima autorità nella scelta dei vocaboli e delle forme meritevoli di essere utilizzate, sia nella lingua parlata, che in quella scritta.

A cavallo tra il sedicesimo e il diciassettesimo secolo, la Crusca realizzò un vecchio progetto di Salviati, creando il primo vocabolario della Lingua Italiana, che ebbe il grande merito di unificare l’identità delle varie comunità che popolavano il paese e che all’epoca utilizzavano una miriade di dialetti, molto differenti tra loro. Ci vollero vent’anni di attività e di scambi di idee per dar vita alla prima edizione, che fu presentata a Venezia, nel 1612 con il nome di Vocabolario degli Accademici della Crusca.  Questo primo importante prodotto letterario di questo genere, ebbe il grande merito di essere preso come modello in tutta Europa, per la creazione di numerosi dizionari nazionali. Gli accademici non si attennero soltanto al volgare fiorentino del ‘300, ma inserirono anche vocaboli molto utilizzati in altre regioni del paese. Nei secoli successivi, vennero redatte altre edizioni, fin quando, nel 1923, a causa di una decisione attribuita a Giovanni Gentile, un filosofo fascista, venne interrotta la stesura, quando si era arrivati alla lettera O. Ma nel 1955, in collaborazione con il C.N.R., prese corpo il progetto di un nuovo dizionario che finalmente contemplasse al suo interno anche i moderni linguaggi, abitualmente utilizzati dalla maggioranza della popolazione.

L’Accademia mette a disposizione di chiunque lo desideri, sia la propria biblioteca, con i suoi quasi 130.000 volumi,  che l’archivio storico, stracolmo di pregiati testi originali, tra cui alcuni testi autografati di Manzoni, Leopardi, Carducci e tanti altri, oltre ad organizzare convegni con istituzioni simili di altri paesi, allo scopo di diffondere  la nostra lingua e le nostre tradizioni, nel mondo.

Altra fonte inesauribile di notizie è il sito web, un vero e proprio portale interattivo della lingua italiana, entrando nel quale, si accede con estrema semplicità a  biblioteche virtuali e interessanti dibattiti. L’aggiornatissimo sito internet permette a tutti di porre domande e ricevere risposte da parte di esperti linguisti,  in merito a qualsiasi dubbio, in relazione sia all’utilizzo di vocaboli, che di  qualsiasi forma grammaticale.

Negli ultimi tempi, l’Accademia, ben conscia dell’importanza che rappresenta nell’evoluzione del linguaggio moderno,  è entrata vigorosamente anche nei social, con lo scopo di ampliare al massimo il suo pubblico e avvicinare anche i più giovani alla conoscenza della nostra meravigliosa lingua.

Molto seguito e diffuso è La Crusca per Voi, un periodico semestrale contenente i tanti quesiti della gente comune, che arrivano ogni giorno in redazione.

Che dire. Evviva la Crusca, che con i suoi insegnamenti permette a ogni italiano di imparare a parlare e scrivere correttamente, riducendo l’ignoranza e garantendo in questo modo a tutti, un futuro migliore.