Da alcuni anni, Stella Butler, la bibliotecaria dell’università di Leeds, si occupa di conservare la famosa collezione di libri antichi, denominata “Brotherton”. Tra i vari pregiati volumi presenti, c’è anche una stupefacente biblioteca da viaggio giacobina realizzata nel 1617.

All’epoca, un certo William Hakewill (1574-1655), un parlamentare inglese, ebbe l’idea di commissionare ad alcuni artigiani la “biblioteca da viaggio”, una originale opera in legno mai realizzata prima, con lo scopo di regalarla a un suo amico, un grande viaggiatore, molto amante della lettura.

L’ambizioso progetto fu portato a termine con grande maestria da alcuni artigiani locali, attraverso la realizzazione di una valigetta contenente tre ripiani dorati che accolgono le opere di tanti diversi autori riprodotte in miniatura, tra cui spiccano i nomi di Cicerone, Virgilio, Ovidio, e Giulio Cesare.

L’amico di Sir William fu entusiasta di ricevere quel regalo, poiché capitava spesso che viaggiasse per lavoro e durante i giorni o le settimane in cui doveva assentarsi  da casa, era costretto, suo malgrado, a tenere a bada la propria incontenibile voglia di leggere.

Soddisfatto del positivo riscontro ricevuto per quel regalo, Hakewill ne ordinò altre tre copie, che regalò ad altrettanti amici.

Negli anni e nei secoli successivi non ne furono realizzate altre, probabilmente a causa dell’elevato costo e della laboriosità dell’opera.

Apparentemente, ci si trova di fronte a uno scrigno di legno che sembra essere l’elegante custodia di un solo volume, ma aprendolo, si resta senza parole nello scoprire che al suo interno sono custodite ben 40 opere, rigorosamente divise in 4 categorie: teologia, filosofia, storia e poesia.

Per chi avesse voglia di vedere dal vivo quest’opera d’arte letteraria, oltre che alla British Library, può trovare altri due esemplari esposti rispettivamente alla Huntigton Library, in California, o al Museo dell’Arte di Toledo, in Ohio.

Della quarta realizzazione si è persa ogni le traccia e dato che risulta davvero impensabile che sia andata distrutta, è probabile che faccia parte di qualche collezione privata.

Che dire. Mi piace pensare che l’inventore degli e-book abbia ricevuto l’ispirazione vedendo la biblioteca da viaggio giacobina del 1617, perché in fondo, questa magica composizione può essere considerata a ogni effetto come la madre di tutti gli e-book. Grazie William.