Sette mesi fa, a Lucca, il 29 dicembre del 2016 è stata inaugurata la nuova sede della Maria Pacini Fazzi Editore, la regina incontrastata dell’editoria lucchese.

La sede si trova in via S.Andrea 12, al centro di un quartiere della città che ospita prevalentemente botteghe di artisti e artigiani locali.

Sono passati 50 anni da quando nel lontano 1966, la signora Maria, madre di 5 figli, si mise in testa di diventare editore. Nonostante all’epoca non fosse ben vista una donna a capo di una casa editrice, Maria non volle ascoltare ragioni e pochi mesi prima che nascesse sua figlia Francesca, l’attività vide la luce. Fu forse un segno del destino, perché proprio Francesca, che oggi ha 49 anni, dopo essersi laureata in Lettere Moderne, da 22 anni, prosegue il lavoro di sua madre.

Tutto iniziò durante l’edizione del Premio Viareggio del 1965,  quando Maria si trovò, insieme a suo marito Arnaldo Fazzi, un noto tipografo lucchese, all’epoca direttore del giornale “”Il Messaggero di Lucca”, in compagnia di alcuni personaggi del mondo dell’editoria e della cultura. Fu Leonida Rèpaci, il fondatore e ideatore del Premio, che ascoltando l’entusiasmo e la competenza con cui Maria partecipava alle discussioni su ogni settore della letteratura, la invitò a provare a occuparsene attivamente.

L’amore della donna per i libri fece il resto e nacque la Maria Pacini Fazzi Editore. Il primo volume importante che pubblicò la casa editrice fu “Viaggio in Israele” di Mario La Cava, con cui l’autore, nel 1967, vinse il Premio Sila e che vent’anni dopo, nel 1987, permise alla casa editrice di aggiudicarsi il prestigioso Pericle d’Oro.

Molto importante , all’inizio dell’attività, fu il rapporto con l’Accademia belga, grazie alla quale tradusse e commercializzò in Italia “L’età perversa” del belga Albert Ayguesparse, un testo che analizzava la crisi d’identità che colpì i giovani, dopo la seconda Guerra Mondiale. La critica apprezzò molto l’iniziativa internazionale ma il pubblico non la premiò altrettanto e Maria prese la decisione di fare della sua posizione delocalizzata rispetto ai grandi centri culturali d’Italia, la sua forza, rivalutando il patrimonio culturale, artistico e architettonico di Lucca. Ristampò preziosi volumi storici di Idelfonso Nieri, Augusto Mancini, Cesare Sardi e tanti altri, diventando un punto di riferimento assoluto  per la promozione della città. Questi volumi sono tuttora dei baluardi della letteratura cittadina. Testi come “Arte e committenza privata a Lucca” di Marco Paoli,  “La Basilica di San Frediano” di Romano Silva oppure  la “Guida di Lucca e Ville e Committenti dello stato di Lucca” di Isa Belli Barsali, sono ormai considerati da tutti, testi imprescindibili per chi voglia approfondire la conoscenza artistica e culturale della città..

La scelta di localizzare i prodotti editoriali si rilevò vincente e grazie all’amore dei lucchesi, ricambiato dalla partecipazione attiva della casa editrice ad ogni iniziativa pubblica della città, permette a Maria e Francesca di portare brillantemente avanti l’attività, dopo cinquant’anni, con la stessa grinta e passione degli inizi.

Negli anni, le due donne hanno dato vita a nuovi settori editoriali, dedicati alle biografie, alla storia della letteratura, alla filosofia, al teatro e alla cucina e oggi il catalogo contiene più di 1.000 titoli editi, di cui ben 400 in commercio.

Che dire. Finalmente scopro che esiste ancora un editore vero, una rarità per l’Italia attuale. I libri che pubblica questa casa editrice sono valutati e selezionati con cura e serietà, sia nei contenuti che nella forma, garantendo i compratori sulla qualità del prodotto, al trecento per cento. Oggi, che  questa caratteristica non è affatto scontata, in un mondo dove comanda il “Dio denaro”, è bellissimo vedere la Maria Pacini Fazzi Editore considerare i libri come un valore da divulgare e non come volgare merce da vendere. Un grazie di cuore a Maria e Francesca.