Marguerite Cleenewerck de Crayencour nasce nel 1903 a Bruxelles, da padre francese e madre belga. Appena nata, rimane orfana di madre e si trasferisce con suo padre Michel in una villa, a Mont Noir, nel nord della Francia.

Fin da bambina, manifesta un grande amore per la lettura e grazie agli insegnamenti privati di suo padre, a 12 anni già ha imparato il latino e il greco e a 17 pubblica, con lo pseudonimo di “Marg Yourcenar“, la sua prima opera in versi ”Le jardin des Chimères”, cui segue, nel 1922, la seconda raccolta di poesie, “Les Dieux ne sont pas morts”. Nello stesso anno consegue il baccalaureato in lettere classiche.

Il nome d’arte scelto altro non è che l’anagramma della parte finale del suo cognome.

Negli anni successivi viaggia in Italia, Grecia, Svizzera, Europa centrale e Oriente.

Nel 1929, a soli 26 anni, scrive il suo primo romanzoAlexis o il trattato della lotta vana”, in cui affronta quello che sarà il tema predominate di quasi tutta la sua opera letteraria: l’omosessualità. Lo fa parlando dei turbamenti di un giovane che cerca di seguire la propria vocazione artistica nonostante la forte opposizione della famiglia. Nel successivo romanzo “Pindaro” (1932), la Yourcenar  esalta la bellezza del corpo umano e il bisogno vitale di libertà che ha ogni individuo.

Un viaggio in Italia le ispira il romanzo “La moneta del sogno” (1934), in cui analizza il contrasto fra sogno e realtà. Nello stesso anno, conosce la statunitense Grace Frick, che diviene la sua compagna.

Nei “Racconti orientali” (1938) affronta il tema dell’erotismo sadico, intrecciandolo al mito e l’anno successivo pubblica “Il colpo di grazia” che nel 1976 diventa un film. I protagonisti sono aristocratici minacciati dall’avanzata bolscevica nei paesi baltici.

Immediatamente dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale, la Yourcenar si trasferisce negli Stati Uniti e nel 1947 prende la cittadinanza americana. Dal 1943 al 1949 insegna lingua a New York e sceglie come residenza più frequente un’isola sulla costa atlantica, Mount Desert.

Nel 1950, acquista su quest’isola una piccola fattoria, Petite Plaisance, dove si trasferisce definitivamente, pur non rinunciando mai ai suoi numerosi viaggi.

Le sue opere ricevono sempre maggiori consensi e la grande passione per la Roma imperiale e per il rinascimento del XVI secolo, ispirano i suoi due più famosi romanzi: “Memorie di Adriano” e “L’opera in nero“.

Il primo lo pubblica nel 1951 ed è senza alcun dubbio il suo libro di maggior successo. Descrive la Roma del II secolo, con l’imperatore Adriano che a 62 anni, quando si sente vicino alla fine, scrive una lunga lettera al giovane Marco Aurelio per raccontargli la propria vita. L’incontro con un giovane greco, Antinoo, illumina l’esistenza dell’imperatore di una singolare passione ma Antinoo si uccide e da quel momento Adriano si sente solo un sopravvissuto.

Nel secondo, pubblicato nel 1968, la scrittrice rievoca il XVI secolo, un periodo segnato dall’irrazionale. Questo romanzo si focalizza sul momento fondamentale in cui ogni essere umano prova liberarsi dei pregiudizi e a trovare la verità.

Nella trilogia “Il labirinto del mondo” suddivisa in “Pii ricordi” (1974), “Archivi del Nord” (1977) e “Che cosa l’eternità” (1980), l’autrice rievoca la storia della propria famiglia, inserendola con maestria nella storia del secolo.

La produzione di Marguerite è immensa e comprende raccolte di poesie, testi teatrali, romanzi, saggi, scritti autobiografici, traduzioni (soprattutto da autori inglesi e greci).

Durante la sua carriera, riceve riconoscimenti di grande prestigio: nel 1970 è eletta membro dell’Accademia Reale belga e nel 1971 è insignita a Parigi della Legion d’Onore. Nel 1981, prima e unica donna, è inserita tra gli “Immortali dell’Académie Française

Si spegne a 84 anni, nella sua casa a Mount Desert, il 17 dicembre 1987.