In Italia ci sono tantissime librerie, grandi, piccole, medie, ma ce n’è una, a Milano, in via A. Albertini, 6, nel quartiere di Chinatown, che ha una caratteristica che la rende diversa dalle altre: i volumi presenti sui suoi scaffali sono stati scientificamente scelti, uno alla volta, da Sabina, la titolare, una ex giornalista con una passione infinita per i libri.

Il negozio si chiama 6 Rosso. Quando nacque, nel 2010, era un punto Einaudi ma Sabina l’ha trasformato in una libreria indipendente.

Studiando i clienti e più in generale gli abitanti del quartiere, la donna è riuscita a capire i gusti letterari che avrebbero soddisfatto i palati delle persone che vivono e frequentano la zona. Sabina si è resa conto, vista la promiscuità di razze presente nel quartiere e le tante scuole, che il noir,  unito ai libri sulle  tematiche sociali e ambientali e a quelli dedicati alla letteratura per bambini, le avrebbero garantito il mercato e che in particolare, la sezione dedicata ai ragazzi avrebbe trasformato la libreria in un punto d’incontro per le mamme.

Ma i ragionamenti della libraia non si sono limitati a capire che le donne della zona amano i libri gialli o che i vari complessi scolastici garantiscono la presenza di tanti bambini. Sabina ha anche capito che il modo migliore per attirare i tantissimi cinesi che vivono nel quartiere è aiutarli a imparare l’italiano, proponendogli classici in lingua italiana di autori famosi e non libri in lingua cinese, come fanno le altre librerie della zona.

Operando in questo modo, in sette anni, la titolare è riuscita a stabilire un rapporto di completa fiducia con i clienti (prevalentemente donne) che si lasciano consigliare e spesso si fermano a fare due chiacchiere con lei, proprio come succede tra amici. Oggi, la libraia milanese può affermare con orgoglio di essere riuscita a creare una libreria autonoma, cosmopolita e impegnata.

Per individuare i testi giusti da proporre ai clienti, fondamentali per non deludere mai le loro aspettative, Sabina predilige scegliere dai cataloghi dei piccoli editori, che le permettono di scovare le opere prime di autori esordienti, che poi si rivelano essere grandi capolavori. Gli amanti della letteratura apprezzano tantissimo il lavoro di ricerca e di approfondimento della libraia e spesso a molti di loro, grazie al tempo trascorso a sbirciare tra gli scaffali, è tornata la voglia di leggere, ultimamente smarrita a causa di pubblicazioni di alcuni testi non proprio edificanti, da parte di grosse case editrici .

Che dire. Simona scalda il cuore dei suoi clienti. È quasi come se la donna si fosse trasformata in una sarta letteraria, capace di cucire la propria libreria sul tessuto sociale del quartiere. Un esempio vincente, che consiglierei di seguire a chiunque gestisca o pensi di aprire un’attività simile.