Da quasi quattro anni, in città corre voce che è nata una nuova piccola libreria dal nome molto particolare: “Iocisto”, ma la notizia veramente interessante è che, nonostante la tanto declamata crisi del settore, sembra che questo esercizio stia riscuotendo un successo enorme.

All’inizio, quando lo venni a sapere, ero certo che si trattasse di una moda, ma visto che tutti ne continuavano a parlare con tanto fervore e che in molti, dopo essere entrati per la prima volta, affermavano che era impossibile non ritornarci, qualche giorno fa, ho deciso di approfondire personalmente la conoscenza di questo fenomeno all’apparenza così controcorrente.

A far decollare definitivamente il mio interesse è stata la descrizione della serata dell’inaugurazione, fatta da un’amica che ha partecipato. Mi ha raccontato che nella piccola piazzetta Fuga, al Vomero, erano presenti ben 4.000 persone, ma il particolare che mi ha maggiormente stuzzicato è stato quando ha detto che non c’erano libri, anzi, per la verità, che ce n’era uno soltanto, poggiato su un cuscino, al centro della piazza. Ho pensato che pur trattandosi di uno dei più grandi capolavori della letteratura del ‘900: “Cent’anni di solitudine” di Gabriel García Márquez, da solo, non poteva giustificare la presenza di una simile folla, e la mia curiosità è salita alle stelle. Così, ho deciso di recarmi personalmente da “Iocisto”.

Il negozio si trova proprio nella piazzetta dove si è tenuta la inaugurazione, ai piedi delle grandi scale che avviano la salita che porta al castello di San Martino.

Il luogo è suggestivo. Ci sono ristoranti, pub e negozi di ogni tipo. In più, stamattina c’è tanta gente che passeggia e il sole di Napoli contribuisce a rendere ancora più magici, i colori e l’atmosfera.

Entro nella libreria e vengo accolto da una nota giornalista e scrittrice napoletana, Federica Flocco, che riconosco immediatamente, perché è un volto storico di Canale 21, la più antica emittente privata della città. Dopo essermi presentato e congratulato con lei per il suo nuovo romanzoMia”, che ho letto recentemente con grande piacere, le chiedo il motivo della sua presenza in veste di padrona di casa.

Dopo avermi informato di essere la vice direttrice della libreria e aver ascoltato la mia intenzione di dedicare un articolo all’iniziativa, mi fa accomodare e mi racconta una storia bellissima, la storia di “Iocisto”.

Mentre parla, nei suoi occhi è dipinto lo stesso entusiasmo che regna sovrano in ogni angolo di questo luogo dedicato ai libri. Ascolto le sue parole e nel frattempo, entrano ed escono tantissime persone. C’è chi chiede un libro, chi consegna testi usati che sembrano nuovi, e anche chi arriva per frequentare un corso di sopravvivenza che si sta svolgendo proprio in questo momento, presentato da uno scalatore di montagne di fama mondiale.

Federica intanto, continua il suo racconto e di fronte alla mia inevitabile domanda su come faccia a reggersi l’attività in un momento di crisi profonda per le piccole librerie, mi informa che più di 1.000 soci, tra cui tanti illustri scrittori, tra i quali Dacia Maraini, contribuiscono al sostegno, pagando una piccola quota annua (50 euro), che viene ampiamente recuperata durante i 12 mesi, mediante l’applicazione di sconti speciali sui libri, riservati esclusivamente a loro, oltre a numerose altre agevolazioni, in particolare nel periodo natalizio. Mi dice che vorrebbe che il numero dei soci raddoppiasse entro il 2018 e anche se l’obbiettivo potrebbe sembrare ambizioso, quella luce che brilla nei suoi occhi lo fa sembrare il risultato più normale e raggiungibile che esista.

Indubbiamente, per chi ama i libri, entrare a far parte attivamente della “libreria di tutti” è quasi un obbligo. I vantaggi sono talmente superiori alla piccola quota annua da spendere, che davvero si fatica a immaginare che un amante della letteratura non ne approfitti. Tutti i soci si sentono proprietari, partecipano alle riunioni, propongono iniziative, esprimono le loro opinioni in merito alla gestione e hanno a disposizione tutti i libri che desiderano. Cosa si può chiedere di più?

Che dire. Federica lavora senza percepire alcun compenso, come tutti i volontari che si alternano in libreria. L’amore per i libri a volte fa miracoli e la felicità di queste persone che offrono gratuitamente il loro tempo e il loro lavoro ne è la prova più tangibile. Io mi iscrivo, e voi?