Spesso mi chiedo come sia stato possibile che argomenti da me ritenuti frutto esclusivo di fantasia siano stati, nel corso dei secoli, oggetto di studi approfonditissimi da parte di illustri scienziati e professori. Sto parlando dell’esoterismo e di tutte le sue sfaccettature. Sono davvero un numero impressionante le persone che hanno studiato, approfondito, scritto e pubblicato le loro teorie su questa materia, che nonostante io abbia tentato tantissime volte di approfondire, mi è sempre continuata a sembrare frutto di pura fantasia.

Non mi sono mai meravigliato che tante persone credessero a questo tipo di informazioni, perché sono consapevole che è stata da sempre una priorità dell’uomo  quella di riuscire a trovare certezze oltre la scienza. Se soltanto si pensa alla religione o all’astrologia, ci si rende facilmente conto di quanto questa necessità sia essenziale, ma l’esoterismo proprio non riesco a capirlo. Le religioni si basano sulla fede e prevalentemente sulla convinzione che esista di una vita ultraterrena al di là della morte, l’astrologia fonda le sue radici sull’influenza magnetica degli astri sugli esseri umani in base alla loro posizione al momento della nascita, ma il culto del paranormale da dove nasce?

Grandi personaggi e studiosi della storia hanno scritto trattati infiniti su stregoneria, alchimia, magia, ma nessuno è mai riuscito a dimostrare con una minima prova la reale esistenza di forze occulte e paranormali.

A Napoli, in particolare, la città dove vivo da quando sono nato, a causa della convinzione che esistano il malocchio e la superstizione,  l’esoterismo è stato da sempre molto diffuso e nella storia ci sono stati tantissimi rappresentati  della materia. Per non scomodare il famoso Giordano Bruno, condannato a morte dall’inquisizione nel 1660, ne ricordiamo tanti altri, come Cagliostro, Mario Buonoconto, o il misterioso Raimondo Di Sangro, detto il Principe di San Severo.

Trovare libri che trattino l’argomento in modo serio è sempre stato molto complicato, tanto e vero che tutti i miei approfondimenti derivano da libri acquistati in rete senza prima poterli consultare, con la conseguenza che spesso non corrispondono a quanto mi interessa conoscere.

Finalmente, possiamo annunciare che anche a Napoli, a dicembre, è stata inaugurata la prima libreria interamente dedicata al genere, che porta il nome di colui che, senza nulla togliere ai vari Isaac Newton, Tommaso D’AcquinoRuggero Bacone, Alberto Magno o Paracelso, è stato forse il più grande alchimista della storia: Nicolas Flamel, l’unico uomo al mondo di cui la leggenda narra che sia realmente riuscito a creare la pietra filosofale e a trasformare il piombo in oro.

Flamel era un libraio che visse in Francia, a cavallo tra il quattordicesimo e il quindicesimo secolo, e la sua storia è stata anche riportata dalla Rowling nel primo volume di Harry Potter.

La libreria sorge nello stesso locale dove c’era il laboratorio del Principe di San Severo, in via Salvator Rosa 66, nel cuore degli antichi e misteriosi vicoli napoletani. Il catalogo è molto ricco e fornito, una vera manna per gli amanti del genere.

D’ora in poi a Napoli sarà dunque possibile acquistare testi di alchimia, magia, massoneria, come “La Cabala” di Gershon Sholem, il “Libro delle figure geroglifiche” di Flamel, il volume “Dodici chiavi della filosofia” di Basilio e tanti altri preziosi antichi testi, anche  sul Martinismo, la Teosofia, l’Antropologia e la Epistemologia.

Che dire. Non mi resta che ringraziare Stanislao Scognamiglio, ricercatore presso il Centro di Scienze Antiche di Napoli e titolare di questa nuova nuova libreria. Abra Kadabra a tutti.