Nella tradizione piemontese la “piola” è il luogo della condivisione, dell’amicizia e della spensieratezza. Dal 1969, Tony e Fanny, i genitori di Catia Bruzzo, l’attuale proprietaria della “Piola libreria di Catia“, hanno ospitato, con questo principio immateriale, migliaia di ragazzi di ogni età,  giovani nell’anima e non necessariamente nel tempo.

Catia ha quarant’anni e ha aggiunto tanta innovazione alla tradizione di famiglia, inserendo all’interno del piccolo locale, un ricercato e competente “spazio libreria”. Ciò che piace di più ai clienti che frequentano il locale è l’atmosfera da vecchia “piola” di una volta: semplice, naturale, gioiosa. La sala è diventata un luogo dove oltre a gustare una fetta di torta, un biscotto di meliga, un buon bicchiere di vino, un gelato o una tazza di tè, in piena tranquillità e relax, si può anche scegliere un bel libro da sfogliare ed eventualmente da acquistare.

Fantastica l’idea di servire  i panini “letterari”, su cui non vi dico altro, per non rovinarvi la sorpresa, ma l’idea è veramente geniale. Immaginate soltanto di mangiare un panino i cui ingredienti siano tratti da descrizioni contenute nei romanzi. Viene anche servita la caratteristica merenda sinoira, un piccolo pasto frugale ma sostanzioso, che le famiglie contadine della zona amavano consumare intorno alle 17, per ritemprarsi dopo i faticosi lavori in campagna.

In una società frenetica come quella odierna, non è esperienza da poco, entrare in un posto e riuscire a rilassarsi completamente. Catia organizza quasi ogni sera serate letterarie, apericene, assaggi di cocktail, a prezzi veramente competitivi. In questo modo, è riuscita a trasformare la storica “piola” di famiglia del Borgo Vittoria, in un luogo di nutrimento del corpo e lo spirito.

Dal 7 al 9 Aprile di quest’anno, ha anche organizzato un piccolo festival, invitando scrittori, fotografi, pittori, musicisti, poeti, con lo scopo dichiarato di diffondere contemporaneamente la cultura del libro, delle arti figurative e della musica, facendo da vetrina alle associazioni che operano nel borgo. L’ambiente del locale è vintage e capita spesso di  incontrare al suo interno autori che vengono a presentare i propri libri.

Il luogo è ormai diventato un vero e proprio punto di ritrovo culturale, dove chi entra ha la sensazione di tornare agli anni sessanta, circondati da un’accoglienza familiare e da un’atmosfera che unisce la tradizione all’attualità. Si possono scambiare idee, parlare di letture, della vita di tutti giorni, di come è e di come vorremmo che fosse.

Che dire. Nel quartiere del Borgo Vittoria non c’è neanche una biblioteca e questo è l’unico luogo dove è possibile respirare la magia delle parole. Un cortile delle idee, uno spazio aperto, in cui si possono leggere e acquistare libri, bevendo un bicchiere di vino locale o consumando un caffè. Non mi resta che ringraziare Catia, che con il suo volto sempre sorridente, rigenera il cuore e l’umore dei suoi clienti. Grazie Catia.