E’ lunedì. Il locale è affollato e piuttosto rumoroso. C’è un uomo seduto vicino ad una finestra che guarda annoiato il cielo grigio. Improvvisamente si volta e la vede. Gli  occhi della donna, carichi di stupore, uniti al tremito della dita che afferrano la borsa, tradiscono inesorabilmente il suo imbarazzo.

Sono passati tanti anni dall’ultima volta che l’ha vista. Era il giorno in cui l’aveva lasciata. Se n’era andato senza dare alcuna spiegazione, senza un perché. Le aveva letteralmente spezzato il cuore.

Lei, dopo un inevitabile periodo di smarrimento e confusione, si era rifatta  una vita, e così era stato anche per lui, eppure gli è bastato incrociare i suoi occhi per capire in un attimo di non avere mai smesso di amarla, neanche per un secondo.

Quando lei cerca di fuggire, troppo sconvolta dalle emozioni che la stanno attraversando, l’uomo decide di fermarla, la rincorre, l’abbraccia, la stringe a se e in mezzo alla gente le promette di voler tentare ancora, di voler agire, cadere, sbagliare di nuovo ed amarla davvero e per sempre.

Questa sembrerebbe la fine, ma in realtà non è che l’inizio della loro storia.

Il messaggio, secondo me sbagliato, che il romanzo vuole trasmettere, è che non esiste emozione più grande di quella di ritrovare qualcuno che abbiamo amato in passato e che abbiamo commesso l’errore di lasciare, e di provare ad amarlo nuovamente, come se fosse la prima volta.

Io invece sono sempre stato convinto che sia un grave errore disconoscere le proprie scelte e le proprie decisioni, come anche cercare di curare le ferite che hanno provocato in chi le ha subite.

In realtà il titolo contraddice il messaggio stesso perché ammette che il tentativo di ritornare sui propri passi, per quanto riteniamo di esserci sbagliati, è un segno di debolezza, di insicurezza, ed è soltanto un impegno a sbagliare nuovamente.

Il romanzo è scritto molto bene ma non mi è piaciuto per nulla. Ci ho messo un bel po’ per capire che ogni paragrafo era una storia a parte, e terminarlo è stato davvero faticoso. Sinceramente non lo consiglierei a nessuno, anche se, come in quasi tutti i libri, c’è qualche buono spunto di riflessione e in alcuni passaggi fa riflettere seriamente sul proprio passato e sugli errori commessi.