I libri odorano, e invece gli e-book non hanno alcun odore. Sono in tanti, coloro che difendono a spada tratta il cartaceo e che portano questa considerazione  come ragione principale della impossibilità per  l’e-book di riuscire a sostituire definitivamente il cartaceo. Effettivamente, anche a me la prima cosa che  viene in mente leggendo un libro è la scena del film “Sex and City” quando Carrie, comodamente sdraiata nel lettone con Big, legge il primo volume del libro “Lettere d’amore di grandi uomini“.

lo so che probabilmente è un esempio un po’ “spinto“, ma vi prego di perdonarmi  per questa mia singolare passione. Anche se non ho le prove di quanto sto per dire, sono sempre stato convinto che ci sono tantissime persone che amano i libri cartacei  soprattutto per l’odore che emanano le pagine, ed anche per me, devo ammetterlo, l’odore di un vecchio libro è fonte di emozione e piacere. E’ un po’ come quando sento il profumo del caffè la mattina, o quello inebriante del pane appena sfornato. E’ una fragranze che mi abbraccia, che mi scalda, che mi fa ricordare “cose piacevoli“.

La DuroSport Electronics Corporation, ha messo in vendita Smell of Books, uno spray capace di riprodurre cinque differenti aromi, che sanno di libro e di altro, e che sembra che rendano meno fredda la lettura digitale.

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Premesso che non credo che esista al mondo qualcuno che acquisterà e utilizzerà un prodotto di questo tipo, per dovere di informazione devo dirvi che i prezzi variano dai 5 ai 30 dollari. Secondo gli inventori di questo spray dovremmo spruzzarlo nell’aria prima di leggere un e-book, per accompagnare la lettura digitale.

Nutro seri dubbi sul successo commerciale di questa iniziativa, anche se devo ammettere che  mi sono chiesto tante volte  perché l’odore dei libri mi provochi delle sensazioni tanto particolari, e perché mi affascini così tanto.

Finalmente, pochi giorni fa, è arrivata la risposta. Un professore di chimica inglese, Andy Brunning, ha spiegato nel suo blog Compound Interest che è tutta questione di chimica,  dichiarando di aver ufficialmente dimostrato che c’è una differenza sostanziale tra libri nuovi e vecchi.

Dice Brunning che nei libri nuovi è più difficile individuare composti specifici, perché  il tutto deriverebbe dal tipo di carta e dagli inchiostri utilizzati, mentre per i libri vecchi la storia cambia completamente, perché nella loro carta si trovano maggiori quantità di cellulosa e di lignina rispetto ai libri nuovi. Il processo di idrolisi chimica conferisce alle pagine un odore che dovrebbe somigliare a erba e vaniglia perché sono le due sostanze principali che col passare degli anni si degradano facendo ingiallire la carta e rilasciando svariati composti organici.

Abbiamo finalmente i  responsabili del caratteristico odore dei vecchi libri, sarebbero dozzine di differenti agenti, rilasciati dalla carta e dalla colla col passare degli anni.

Che dire. Staccarsi dalle tradizioni è sempre difficile, ma lo è altrettanto cercare di riprodurre sensazioni ed emozioni che possono essere provate solo vivendole. Forse la soluzione migliore sarebbe quella di rilassarci e gustarci ciò che è scritto nel libro, che è l’unica componente davvero essenziale.