Stephen Edwin King è da molti considerato il più grande scrittore horror fantasy di tutti i tempi. È nato a Portland, negli Stati uniti, il 21 settembre del 1947. Suo padre, David Spansky, che in età adulta modificò il proprio nome in Donald Edwin King, aveva anch’egli la passione per la scrittura, e sua madre Nellie era una casalinga.

Quando Stephen aveva appena 2 anni, il padre andò via di casa e da allora non se ne ebbero più notizie. Successivamente, la famiglia si spostò in varie località, sempre per brevi periodi, e la madre di King lavorò duramente, svolgendo i lavori più umili, per garantire ai figli una sopravvivenza decorosa.

Un episodio in particolare marchiò l’intera esistenza dello scrittore. Un pomeriggio, mentre giocava con un amichetto sulle rotaie, l’altro bambino venne travolto da un treno e lo scrittore assistette alla terribile scena, restando fortemente shoccato.

Già da bambino, il piccolo King manifestò grandi doti letterarie e il suo gioco preferito era ricopiare interamente i testi di alcuni fumetti, aggiungendo personali considerazioni. A circa otto anni, trovò in soffitta tutti i libri che suo padre amava leggere. Tra gli autori più presenti c’erano Poe e Matheson. Sfogliando quel materiale trovato per caso, il giovane capì che il padre non era soltanto un buono a nulla, come gli avevano raccontato, ma era anche un aspirante scrittore, affascinato dalla fantascienza e dall’horror.

Stephen era molto affezionato allo zio Clayton, uno strano uomo che amava raccontargli stravaganti storie di vampiri che lo affascinavano tantissimo.

A 12 anni, King iniziò a scrivere articoli su un piccolo giornale diretto da suo fratello, letto soltanto dai vicini di casa e dagli amici. L’anno dopo, scrisse il suo primo racconto e lo inviò ad una rivista di fantascienza, la Spacemen, ma non venne preso in alcuna considerazione. Negli anni successivi, ne scrisse tanti altri, sempre di fantascienza. Li stampava in poche decine di copie e li vendeva ai compagni di scuola, che gradivano tantissimo leggerli.

Durante il liceo, alla Lisbon High School, realizzò un giornale umoristico, molto apprezzato dai ragazzi ma largamente osteggiato dai docenti, perché prendeva in giro proprio gli stessi insegnanti.

Dopo il  diploma, King lavorò per mantenersi agli studi e si iscrisse all’Università del Maine. In quel periodo, per oltre due anni, curò una rubrica per il giornale universitario,  intitolata King,s Garbage Truck (il camion dell’immondizia di King).

A 19 anni, ricevette il primo compenso per un suo racconto, “The Glass Floor”, che Robert Lowndes pubblicò su Startling Mistery Stories, riconoscendogli 35 dollari. L’opera viene unanimemente considerata dai critici la prima prova tangibile dell’enorme capacità narrativa di King.

Fino a 22 anni, Stephen scrisse ben 4 romanzi ma non trovò nessuno disposto a pubblicarli.

Nel 1968 incontrò una poetessa, Tabisha Jane Spruce, che un anno dopo diventò sua moglie. Dalla loro unione nacquero due figli, Naomi Raquel e Joseph Hillstromm.

Dopo la laurea, per circa un anno, King svolse diverse occupazioni, benzinaio, spazzino, bibliotecario, prima di essere assunto come insegnante di lettere alla Hampden Academy di Hampden, nel Maine.

Nel 1970, iniziò a scrivere “The running man” (L’uomo in fuga). Durante i primi anni di matrimonio scrisse e vendette ad alcune riviste, diversi racconti, che in seguito verranno raccolti in “Night shift” (A volte ritornano), pubblicato poi nel 1978, ma fu nel 1974, quando venne pubblicato il suo primo romanzo, “Carrie”, che King raggiunse la notorietà. La casa editrice Doubleday, lo acquistò per 2.500 dollari e ne furono vendute un milione di copie, oltre a essere utilizzato come soggetto per un film. Grazie ai diritti d’autore, lo scrittore diventò improvvisamente molto ricco e abbandonò il lavoro d’insegnante.

Da quel momento in poi fu  un susseguirsi di successi. Prima “Salem’s lot” (Le notti di Salem) e poi “Shining” vendettero milioni di copie. Nel giro di pochi anni lo scrittore diventò multimilionario, ma proprio nello stesso periodo, sua madre si ammalò di cancro e muore. King reagì molto male alla improvvisa mancanza e iniziò ad abusare di droghe ed alcol, presentandosi addirittura ubriaco fradicio ai funerali della mamma.

Nei cinque anni successivi, lo scrittore, nonostante gli abusi, continuò a produrre con la stessa vivacità, ma nel 1988, alcuni amici e parenti, fortunatamente, lo convinsero a disintossicarsi.

Dieci anni dopo, il 19 giugno del 1998, mentre passeggiava, lo scrittore venne investito da un auto, con alla guida un certo Bryan Smith. King subì danni gravissimi: un polmone perforato, una gamba fratturata in più punti, la colonna vertebrale fortemente lesionata e diverse costole spezzate, oltre a forti lacerazioni, in testa e in varie parti del corpo. Si resero necessarie 7 operazioni chirurgiche e una lunga e dolorosa convalescenza, per rimetterlo in sesto.

Nella sua vita, King ha venduto circa 500 milioni di copie, scrivendo, tra romanzi e racconti, circa  50 opere, da cui sono stati tratti tantissimi film e altrettante miniserie televisive, dirette anche da registi molto importanti, come Carpenter, De Palma e Kubrick, diventando l’autore che ha avuto il maggior numero di adattamenti di questo tipo, dopo Shakespeare.

Lo scrittore ha più volte affermato di scrivere ogni giorno 500 parole, e sempre dalle 8.30 alle 11.30 del mattino, tranne che a Natale, nel Giorno del Ringraziamento e del suo compleanno. Il suo fatturato è di circa 100 milioni di dollari all’anno.

Che dire. Siamo di fronte a un re di nome e di fatto. Se aggiungiamo che fa anche parte di un gruppo musicale composto da soli scrittori, credo proprio che possiamo fidarci ciecamente di lui.