La città di Admund si trova nei pressi del fiume Ennes, nelle Ennstaler Alps, in Stiria, una suggestiva regione dell’Austria. Il posto è famoso per la presenza di un antico monastero benedettino, al cui interno c’è la Stiftsbibliotehek, la più grande biblioteca monastica del mondo.

L’Abbazia fu fondata nel 1704 dai monaci Benedettini di Salisburgo, mentre la biblioteca venne commissionata settant’anni dopo, dall’abate Matthäus Offner, e fu costruita dall’architetto viennese Josef Hueber, che si ispirò alla già esistente biblioteca Imperiale di Vienna (oggi Biblioteca Nazionale), dividendo lo spazio a disposizione in tre sale coperte da sette grandi cupole.

Dal 1997, oltre alla biblioteca, si può visitare anche il Museo d’arte contemporanea, che mette in mostra  le opere di oltre 100 artisti, accostate di volta in volta a mostre temporanee a tema. Attraverso l’evento fisso  “Artists in Residence”, vengono invitati giovani artisti emergenti che lavorano direttamente nell’abbazia per creare nuove opere d’arte legate al luogo. Le più meritevoli entrano a far parte della collezione dell’abbazia, con il marchio “Made for Admont”. Nel 2005, grazie a quest’iniziativa, il Monastero ha vinto il prestigioso premio museale austriaco “Österreichische Museumspreis”.

Nonostante la sempre più crescente attenzione verso il Museo, il pezzo forte continua a essere rappresentato dalla biblioteca, con i suoi oltre 200.000 volumi, che comprendono ben 1.400 preziosi e rari manoscritti. I libri sembrano protetti da un’invisibile mano, come dimostra l’evento accaduto nel 1865, quando si salvarono miracolosamente tutti, da un  terribile incendio che distrusse l’intero monastero.

Ogni anno, quasi 100.000 persone visitano la biblioteca e godono della vista dei suoi soffitti, affrescati da Bartolomeo Altomonte. L’artista intraprese il lavoro quando aveva 80 anni e rappresentò sapientemente il rapporto della religione con tutte le arti e le scienze. Gli affreschi di Altomonte fanno da cornice a numerose opere d’arte di altri grandi artisti, come Erwin Wurm, Rudi Molacek e Lois Renner.

Le sculture in legno che adornano la sala furono realizzate dal maestro scultore barocco Josef Stammel e rendono unici e inimitabili i 70 metri di lunghezza, 14 di larghezza e 13 di altezza della sala. Il pavimento è composto da 7.000 lastre di pietra a forma di diamante di marmo bianco, rosso e grigio, disposte in modo da creare diversi effetti visivi ogni qualvolta si modifica la posizione da cui si osservano. Non a caso, la biblioteca è stata soprannominata “l’ottava meraviglia del mondo“.

Che dire. Tutto è talmente perfetto da sembrare quasi finto e il pensiero che gli uomini abbiano creato tanta bellezza riconcilia con il genere umano. Grazie Josef Hueber.