Truman Streckfus Persons nacque a New Orleans il 30 settembre del 1924. Suo padre era un venditore ambulante e sua madre era una ragazzina di sedici anni. I genitori divorziarono quando Truman aveva appena 4 anni e alcuni parenti della madre, che abitavano a Monroeville, un paesino di 1800 abitanti, si occuparono della sua crescita. La mamma lo andava a trovare molto raramente, mentre il papà sparì letteralmente, salvo poi rifarsi vivo molti anni dopo, quando il figlio era diventato ricco e famoso.

L’infanzia del piccolo Truman fu dunque piuttosto infelice e in quel periodo l’unico affetto sincero lo provò per Harper Lee, la sua amichetta del cuore, che da grande divenne anche lei una famosa scrittrice e vinse il Premio Pulitzer con il romanzo “Il buio oltre la siepe”.

Truman non era per nulla interessato alle materie scolastiche. Nonostante ciò, ben presto rivelò la sua grande passione per la scrittura. Già a  sei anni non si separava mai dal suo bloc-notes e da quando ne aveva undici, dopo essersi finalmente ricongiunto con sua madre,  passò tre ore di ogni sua giornata a esercitarsi a scrivere. La donna si era rifatta una vita sposando un certo Joseph Capote, del quale Truman acquisì il cognome che poi lo ha reso famoso.

A 18 anni, dopo aver concluso le scuole superiori, il ragazzo decise di andare a vivere a New York, dove venne assunto dalla celebre rivista “New Yorker” e 10 anni dopo scrisse il suo primo romanzoIncontro d’estate”, che fu pubblicato parecchi anni dopo la sua morte.

Negli anni successivi, Capote si dedicò alla scrittura di racconti. Ogni volta che ne terminava uno, lo inviava a tante riviste, fin quando, nel 1946 arrivò la prima grande soddisfazione. “Miriam”, un suo racconto, vinse il prestigioso premio Award e il compenso fu un contratto con la casa editrice Random House, per la stesura di un romanzo. L’autore s’impegnò tantissimo e dopo due anni venne pubblicato “Altre voci, altre stanze”, uno splendido romanzo autobiografico, nel quale rivelò la propria omosessualità.

il romanzo vendette moltissime copie, e suscitò l’attenzione di Andy Warhol, che da allora diventò un suo accanito fan.

Negli anni successivi vennero pubblicati una raccolta di racconti, “A tree of night” e un resoconto di un viaggio in Sicilia, “Local color”.

Successivamente, all’inizio degli anni ’50, Capote si dedicò ad altre attività, sempre inerenti alla scrittura ma distanti dai racconti e dai romanzi. Scrisse un dramma “L’arpa d’erba” e un musical “House of flowers”, oltre a una sceneggiatura cinematografica, “Il tesoro dell’Africa, diretto da John Huston.

Nel 1956 tornò a scrivere romanzi e pubblicò “Si sentono le muse” che precedette le sue due opere più famose “Colazione da Tiffany” (1958) e “A sangue freddo” (1966), che lo stesso autore definì un romanzo-verità, perché raccontava la storia vera di 2 balordi, Perry Smith e Richard Hickcok, che vennero impiccati per aver massacrato una famiglia di agricoltori. Da questi due romanzi furono tratti altrettanti film, di cui il primo, “Colazione da Tiffany”, diretto da Blake Edwards, ebbe come protagonista la grande Audrey Hepburn e riscosse un immenso successo internazionale.

Dopo l’uscita del film, Truman diventò un personaggio molto celebre e fu costantemente invitato in tutte le occasioni mondane più importanti, compresa la famosa Black & white ball, la festa in maschera che si svolse a New York il 28 novembre 1966 e che fu definita da tutti i media del mondo, la festa del secolo.

Da allora, fino al 1980, quando pubblicò il suo ultimo romanzo “Musica per camaleonti”, lo scrittore visse un periodo oscuro, durante il quale scrisse alcune sceneggiature per la tv che non riscossero l’atteso successo e promise  a editori e case di produzione cinematografiche  la stesura di un romanzo “Preghiere esaudite” che però non consegnò mai. Il libro avrebbe dovuto raccontare i segreti dell’alta borghesia statunitense e i primi capitoli furono pubblicati sulla rivista “Esquire”, nel 1975, ma furono stroncati dalla critica e l’autore reagì iniziando ad abusare di droga e alcol. Alcuni amici raccontano che avesse continuato a scrivere “Preghiere esaudite” ma che dopo aver  terminato l’opera, l’avesse dimenticata in un taxi e poi fosse stata rubata dal suo giovane ex-amante John O’Shea. Di certo, il manoscritto non fu mai ritrovato. Dopo la pubblicazione dei primi capitoli del libro, a causa delle scabrose rivelazioni sul jet set americano, Capote fu letteralmente cancellato dalla lista degli invitati alle feste che contavano. Lo scrittore iniziò a frequentare discoteche e locali gay e in quel periodo si fece intervistare ubriaco e in compagnia di amanti giovanissimi. Anche se dopo l’uscita di “Musica per camaleonti” cercò di disintossicarsi, i danni al cervello e una forte cirrosi epatica lo condussero inesorabilmente alla morte, che avvenne a casa della sua amica Joanne Carson, a Los Angeles, quando l’autore aveva 59 anni.

Che dire. Siamo di fronte a un artista della scrittura, un giornalista, uno scrittore, uno sceneggiatore, un drammaturgo, ma quello che vedo io è soltanto un bambino triste e abbandonato che ha reagito regalando sogni al mondo e diventando una delle voci più originali della letteratura americana del Novecento. Grazie Truman.