L’altra notte ho fatto un sogno. Passeggiavo per i vicoli di Napoli, e mentre pensavo ad un articolo da scrivere per il mio Blog, camminavo e riflettevo: “Chissà cosa sarebbe la letteratura senza i protagonisti dei libri. In fondo sono proprio loro, con le loro storie e le loro caratteristiche a decretare spesso il successo di un romanzo! “. E’ innegabile che tutti abbiamo amato o odiato dei personaggi, molto di più di quanto ci è capitato di fare con gli autori dei romanzi di cui facevano parte. Poi però ho pensato: “I personaggi però sono immaginari, mentre gli autori sono reali.” e mi è sembrato quasi un controsenso aver provato dei sentimenti per dei prodotti della fantasia, quando ad un tratto ho visto passare Elizabeth Bennet, di Orgoglio e Pregiudizio. Insieme a lei c’erano Melania di Via col vento  ed Emma Woodhouse, la protagonista di Emma. Le tre donne passeggiavano e chiacchieravano. Erano vive e vegete, e ridevano.

Non potevano essere loro. Forse mi ero sbagliato. Ho ripreso a camminare, ma improvvisamente davanti ai miei occhi sono apparsi Lincoln Rhyme, povero criminologo paraplegico protagonista dei libri di Jeffery Deaver. Avete presente Il collezionista di ossa? Ecco, proprio lui. E ovviamente la sua compagna, Amelia Sachs che nel film è interpretata da Angelina Jolie.

A questo punto non avevo più dubbi. Erano loro. Incuriosito da questi strani incontri, ho iniziato a guardare in volto tutte le persone che passavano. Alcuni erano visi sconosciuti, ma altri li conoscevo eccome. Ho visto Heatchliff di Cime Tempestose, in compagnia di  Alice di Alice nel paese delle meraviglie. Ma ce n’erano tanti altri, al punto che ho cominciato a cercare il personaggio che mi sarebbe piaciuto essere,  il giudice del romanzo “Delitto e Castigo”, che aveva la capacità che mi sarebbe tanto piaciuto  avere, capire tutto subito e a volo, come quando lui aveva capito in un attimo che Raskòl’nikov era colpevole, riuscendolo a incastrare. Ed  incredibilmente ho visto passare anche lui. Era  insieme a Juan Cabrillo della “Nave dei morti”, quello che mantiene il sangue freddo in qualsiasi situazione, e c’erano anche Julia Shumway e Dale Barbara di “The Dome”, la coppia perfetta, lei giornalista caparbia, determinata e sarcastica, e lui, ex militare, riflessivo e stratega.

C’erano proprio tutti. Ero così felice di poterli finalmente vedere dal vivo dopo averli per tutti questi anni semplicemente “letti”. C’erano  Jacob Barnes di “Fiesta”, Oblomov, Herry Potter, il capitano Ahab di Moby Dick, Lisbeth Salander della Millennium trilogy,  il commissario montalbano  e persino i tre moschettieri .

Non mi era mai capitata una cosa di questo genere. Me me ne stavo letteralmente estasiato a guardare quelle scene. Credo che ognuno di noi abbia amato o odiato certi personaggi, e proprio il fatto che abbiamo provato dei sentimenti nei loro riguardi sta a testimoniare la grandezza dell’autore che li ha creati, ma non avrei mai immaginato un giorno di vederli davanti a me, tutti assieme, in carne ed ossa. Ma mentre guardavo queste scene fantastiche, ho avuto giusto il tempo di incontrare Sigfrido del Canto dei Nibelunghi, quello bello, forte e coraggioso, che uccide il drago Fafnir e si fa la doccia con il suo sangue per diventare mistico, quando improvvisamente mi sono svegliato e in un attimo ho realizzato che si trattava soltanto di un sogno.

Ma chissà, forse è proprio così anche nella vita reale. In fondo ogni persona che incontriamo durante le nostre giornate è in realtà il personaggio di una storia mai scritta, il romanzo della sua vita.